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Sondaggio di Raiffeisen sugli investimenti
- La metà delle investitrici e degli investitori riferisce che anche i propri genitori investono, mentre nel caso delle persone che non investono la percentuale scende al 22 per cento
- Il 61 per cento di chi non effettua investimenti ritiene che non convenga investire piccoli importi
- I genitori svolgono un ruolo fondamentale nell'ambito della trasmissione delle competenze finanziarie; in tal senso, lo strumento più diffuso risulta la paghetta
- Le conoscenze finanziarie personali rappresentano il principale fattore di accesso al mondo degli investimenti
San Gallo, 25 novembre 2025. Un sondaggio rappresentativo condotto da Raiffeisen Svizzera tra la popolazione svizzera dimostra come le conoscenze finanziarie, il patrimonio e le influenze familiari si rivelino decisivi al fine di determinare la propensione delle persone a investire del denaro. Al contempo, nei confronti degli investimenti sussistono pregiudizi molto diffusi. Molti vedono infatti la borsa come un gioco d'azzardo e soprattutto chi non investe ritiene che gli investimenti monetari siano un'attività riservata ai ricchi.
Chi si considera ben informato investe più frequentemente
Circa due terzi delle 1'506 persone intervistate hanno dichiarato di investire il proprio denaro. Il sondaggio ha evidenziato anche come le persone intervistate che investono il proprio denaro si considerino nettamente più preparate in ambito finanziario rispetto alle persone che non possiedono investimenti. Il 77 per cento delle persone intervistate ha acquisito le proprie conoscenze finanziarie autonomamente, in particolare le persone anziane che, data l'età avanzata e l'incremento del proprio patrimonio, si occupano maggiormente di tematiche previdenziali e di pianificazione finanziaria. La maggior parte delle persone intervistate ritiene che la scuola dovrebbe rivolgere maggiore attenzione all'insegnamento di nozioni finanziarie. Solo il 25 per cento ha affermato di aver appreso conoscenze finanziarie in ambito scolastico e soltanto il 22 per cento delle persone intervistate con figli ritiene che i loro ragazzi acquisiscano conoscenze in ambito finanziario all'interno della scuola.
Piccoli importi e grandi pregiudizi
Secondo il sondaggio, l'accesso agli investimenti risulta frenato da dicerie e dalla mancanza di conoscenze. Ad esempio, tra i due gruppi emergono differenze significative a livello di atteggiamento rispetto all'efficacia degli investimenti di importi esigui. Il 79 per cento delle investitrici e degli investitori è convinto che valga la pena investire anche piccoli importi. Tra chi non investe, solo il 39 per cento concorda con questa affermazione. Un quinto di tutte le persone intervistate ritiene che investire sia una pratica riservata esclusivamente ai ricchi: circa la metà considera infatti la borsa un «casinò» o prevede perdite in periodi di difficoltà economica. Anche le investitrici e gli investitori rivestono una fiducia limitata nella borsa. Solo il 37 per cento afferma infatti di avere fiducia nei mercati finanziari. Tashi Gumbatshang, Responsabile Centro di competenze Consulenza patrimoniale e previdenziale di Raiffeisen Svizzera, spiega: «Investire non è così complicato come sembra. Esistono soluzioni che non richiedono né grandi conoscenze né un capitale iniziale elevato né un impegno eccessivo. Chi va oltre i preconcetti e persegue un progetto chiaro può trarne un profitto nel lungo periodo.»
Le preferenze in materia di investimento incidono sulla generazione futura
Chi decide di investire sottoscrive anche più frequentemente prodotti finanziari a favore dei propri figli. Il più diffuso risulta il conto di risparmio gioventù, che il 63 per cento delle investitrici e degli investitori ha aperto per i propri figli. Nel caso di chi non effettua investimenti, la percentuale si attesta al 54 per cento. Tale percentuale risulta decisamente inferiore nell'ambito dei prodotti d'investimento per i figli: se il 12 per cento delle investitrici e degli investitori ha sottoscritto per i propri figli un piano di risparmio in fondi, tra chi non effettua investimenti nessuno ha invece optato per questa soluzione. «I bambini imparano per imitazione. Chi, tramite i propri genitori, entra presto in contatto con investimenti monetari, come i piani di risparmio in fondi, tende in seguito a investire anche in autonomia. L'estratto di deposito annuale rappresenta, ad esempio, una buona occasione per parlare di investimenti con i propri figli e per spiegare il relativo funzionamento» afferma Gumbatshang.
I genitori nel ruolo di promotori della competenza finanziaria
Dal sondaggio emerge che, in genere, la competenza finanziaria si sviluppa precocemente e che viene influenzata soprattutto dall'ambiente familiare. Il 70 per cento delle persone intervistate cita i propri genitori come modello principale nella gestione del denaro. Lo strumento più utilizzato per trasmettere tali conoscenze è di gran lunga la paghetta. Più di tre quarti delle persone intervistate affermano di aver imparato a gestire il denaro durante la loro infanzia grazie alla paghetta, mentre l'87 per cento dei genitori utilizza tale modalità per insegnare ai propri figli a gestire il denaro. Il 66 per cento dei genitori parla di investimenti monetari con i propri figli. Nel complesso, le persone intervistate nutrono grandi aspettative nei confronti di nuove possibilità e canali di informazione finalizzati alla trasmissione delle conoscenze. Il 76 per cento delle persone intervistate con figli è convinta che oggi i loro ragazzi abbiano maggiori possibilità di acquisire conoscenze finanziarie rispetto a quante ne avessero loro.
A proposito del sondaggio
Per il sondaggio condotto da Raiffeisen Svizzera, dal 1o al 22 luglio 2025 tra la popolazione svizzera sono state intervistate 1'506 persone di età compresa tra i 16 e i 79 anni mediante campione casuale con un panel online. Il sondaggio è stato parametrato in termini di fascia d'età, genere e regione linguistica e, per quanto riguarda questi fattori, mostra un'elevata rappresentatività della popolazione residente in svizzera. L'obiettività è da considerarsi elevata, poiché i dati sono stati rilevati mediante un questionario standardizzato e analizzati statisticamente. Come in tutti i sondaggi online, è presente una distorsione verso un livello d'istruzione più elevato e un'attività online più intensa. In particolare, si presume che il livello d'istruzione più elevato risulti in valori più alti alle voci reddito e patrimonio.