Alla panoramica

I nostri dati nella rete: cosa rendiamo pubblico e come possiamo proteggerci

25.11.2018 |
  • Società

Gli svizzeri hanno fiducia nella sicurezza della custodia dei loro dati presso banche e autorità. Le piattaforme dei social media, le app di messaggistica e i portali di dating, invece, riscuotono sfiducia. Tanto più sorprendente è quindi la constatazione dello studio sulla fiducia nella tutela dei dati 2018 di comparis.ch, secondo cui un utente su due trascura le proprie impostazioni di privacy sui social media. Vi riveliamo quali sono le basi per tutelare in modo sicuro la nostra sfera privata e cosa sanno di noi i giganti di internet. 

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  • Come possiamo proteggere i nostri dati personali?
    1. La cosa più importante in assoluto: riflettete attentamente a quali informazioni su di voi intendete rendere pubbliche. Tutti i commenti che inserite su Internet e ogni immagine che pubblicate sono accessibili a molte persone e, in determinati casi, permettono di risalire a voi.
  • Protezione dei dati.
    2. Limitare l'accesso alle informazioni: Molti utenti hanno impostato le proprie opzioni di privacy in modo piuttosto permissivo – o più precisamente: impostazioni di default non modificate.
  • Tastiera illuminata di colore rosso.
    3. La scelta del browser è determinante: potete in parte limitare la raccolta di dati in internet se ad esempio navigate con l'estensione per Chrome Scriptsafe o quella per Mozilla Noscript. Se non volete intervenire sul vostro browser, Youronlinechoices offre una buona alternativa.
  • Crittografare i dati.
    4. Criptare i dati: in fondo, anche uscendo di casa chiudete le porte. E allora perché non ricorrere servizi di messaggistica che criptano i vostri messaggi, le vostre foto e i vostri video in uscita. Un consiglio di Edward Snowden in persona: il servizio di messaggistica «Signal» è considerato uno dei più sicuri al mondo.
  • Piccole bugie sono ammesse.
    5. Piccole bugie sono ammesse: per iscriversi ai social network o per poter utilizzare altri servizi bisogna spesso fornire dati personali. Tuttavia: non tutti i vostri dati personali debbono corrispondere a verità. Che ne dite ad esempio di un secondo indirizzo e-mail, un data di nascita falsa o un indirizzo inventato?
  • Una persona dietro una pila di libri.
    6. L'unica costante è il cambiamento: ciò che vale oggi, domani potrebbe già essere obsoleto. Tenetevi costantemente aggiornati sul tema privacy e sicurezza in rete.
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    Lo scandalo di quest'anno sull'abuso di dati di Facebook ha suscitato grande scalpore e causato grande incertezza in milioni di utenti di social media in tutto il mondo. La NZZ ha scritto che l'abuso ha toccato fino a 29'000 utenti svizzeri di Facebook. A seguito di ciò molti hanno cancellato il proprio profilo Facebook – per protesta, timore o incertezza. Voltare le spalle a Facebook può essere una soluzione. Tuttavia, se vogliamo continuare a comunicare con amici di tutto il mondo tramite Facebook, abbiamo una sola possibilità: ognuno deve assumere la responsabilità delle proprie azioni. Spetta a noi decidere ciò che vogliamo far sapere di noi stessi, dei nostri amici e delle nostre famiglie sui social media. A questo scopo dobbiamo assolutamente attenerci ad alcune regole per le impostazioni della privacy.

    Ma prima poniamoci la domanda: cosa sanno già di noi Facebook e gli altri network? In Facebook è molto facile vedere quali sono i vostri dati in possesso del gigante americano dei social media. Anche in Google possiamo vedere quali informazioni sono state raccolte dal motore di ricerca e dagli altri servizi di Google come Gmail, Maps o Calendario. Vedrete che il colosso di internet sa tutto delle vostre abitudini di navigazione e dei vostri ultimi spostamenti. Queste informazioni vengono salvate sui server fino a un periodo di 18 mesi e utilizzate per la pubblicità mirata. Non potete sottrarvi del tutto alla raccolta dei dati, tuttavia potete almeno vederli e in parte limitarli.

    Il gigante dei social media Facebook.
    Dopo lo scandalo dell'abuso di dati di quest'anno, la fiducia degli utenti nel gigante dei social media Facebook è diminuita.

    Scoprite in pochi passaggi quali sono le informazioni su di voi in possesso di Facebook:

    • Nella sezione «Impostazioni» cliccare su «Impostazioni generali», di cui aprirete l'ultima voce in basso «Scarica una copia dei tuoi dati di Facebook».

    • Cliccate su «Avvia il mio archivio».

    • Riceverete quindi via e-mail un link per il download che dovrete confermare inserendo la vostra password personale.

    • Potrete così esportare i vostri dati di Facebook in un file zip e visionarli.

    Il gigante tecnologico Google.
    I giganti tecnologici come Google possono mostrarvi quali informazioni sono state raccolte sugli utenti.

    E cosa sa Google di me?

    • Se avete un account Google, cliccate nella pagina riepilogativa di Google sulla voce «Il mio account» e richiamate «Dati personali e privacy» il «Google Dashboard».

    • Potete visionare e scaricare i dati raccolti alla voce «Download dati» 

    Scarsa fiducia nei social network

    Da quando comparis.ch intervista la popolazione svizzera sul tema sicurezza e protezione dei dati, da tutti i sondaggi effettuati dal 2013 è chiaramente risultato che banche e autorità godono di elevata fiducia da parte degli svizzeri per quanto concerne la gestione dei dati personali degli utenti. Anche da altri sondaggi a livello nazionale risulta che i clienti svizzeri si fidano della propria banca: sanno che nel settore finanziario svizzero viene data grande importanza a discrezione, riservatezza e protezione dei dati. Su «20 Minuten» un portavoce dell'incaricato federale della protezione dei dati e della trasparenza (IFPDT) lo spiega in questo modo: «Il fatto che il settore finanziario goda di maggiore fiducia per quanto riguarda la protezione dei dati dovrebbe dipendere in particolare dal segreto bancario».

    A differenza delle banche, il sondaggio di quest'anno mostra chiaramente che gli intervistati hanno una bassissima fiducia nei confronti di portali di dating, business networking (LinkedIn, Xing) e applicazioni di chat e messaggistica (WhatsApp, Snapchat ecc.). Anche piattaforme di social media quali Facebook, Instagram o Twitter ottengono un cattivo risultato. Da quando è stato introdotto lo studio sulla fiducia nella tutela dei dati di comparis.ch i risultati in questo ambito sono costanti. Secondo comparis.ch, cinque anni fa la sfiducia nei confronti di Facebook era elevata, perché la piattaforma di social media cambiava continuamente le direttive sulla privacy e si era venuto a sapere che i servizi segreti statunitensi NSA avevano accesso ai dati degli utenti di Facebook. Oggi sono altri gli scandali riguardanti Facebook che creano insicurezza negli utenti. È ancora più sorprendente quindi che il 48% degli intervistati, pur non fidandosi delle piattaforme dei social media, trascuri le impostazioni sulla privacy di questi servizi.

    «Se il prodotto è gratis, il prodotto sei tu».

    D'altra parte, sapevate che anche i nostri dati di WhatsApp vengono trasmessi a Facebook? La più importante app di messaggistica al mondo appartiene – così come la piattaforma di social media Instagram – all'impero di Zuckerberg. In tal modo, da diverse piattaforme vengono raccolti dati su utilizzo, modelli di comportamento e numeri di cellulare. A quale scopo? Il motivo principale della raccolta dei dati sono i potenti clienti pubblicitari, grazie ai quali Facebook guadagna una fortuna. Con questi dati provenienti da varie fonti, i clienti pubblicitari possono strategicamente delimitare i propri gruppi target, ad esempio per indirizzare la loro pubblicità in modo mirato a tutti i proprietari di un determinato tipo di auto oppure a famiglie con neonati.

    Il Giornale «La Zeit Online» riassume così la situazione: «Chi finora credeva ancora che WhatsApp e Facebook fossero particolarmente vantaggiosi per gli utenti in quanto gratuiti, deve ormai prendere atto di quello che è uno dei principi fondamentali dell'economia di internet: se non ti costa nulla, allora il prodotto sei tu». Chiunque utilizzi servizi gratuiti quali WhatsApp, Google o Instagram vende i propri dati personali –compresi eventualmente il numero di cellulare e l'indirizzo e-mail – in cambio di canali di comunicazione gratuiti e altri pratici servizi. Infatti: chi vorrebbe oggi pagare per un motore di ricerca o per degli SMS? Perciò, in cambio, dobbiamo accettare la vendita di dati e la pubblicità mirata.

     

     

    Come posso modificare le mie impostazioni di privacy sui social media? 

    Schermata del telefono cellulare con l'applicazione Whatsapp.
    Whatsapp fa parte di Facebook e quindi di tutti i dati che confluiscono nel servizio Messenger.

    Whatsapp

    • Con i nuovi smartphone è possibile privare Whatsapp dell'accesso alla rubrica del telefono. Perché si dovrebbe prenderlo in considerazione? Se i contatti vengono trasferiti su Whatsapp, Facebook potrà accedere anche a numeri di telefono, e-mail e indirizzi dei vostri amici e conoscenti.

    • Per limitare l'accesso al vostro stato online, all'immagine del profilo o al luogo, cliccate su «Account» e quindi su «Privacy».

    La piattaforma di social media Facebook in vista mobile.
    Il gigante tecnologico Facebook include, tra gli altri, Instagram e WhatsApp.

    Facebook

    • Alla voce «Impostazioni e privacy» potete decidere chi può vedere i vostri post e chi vi può contattare. Potete inoltre raggruppare i vostri amici. Ad esempio, potete decidere che solo i vostri «migliori amici» possano vedere le vostro foto.

    • Al punto nel menu «App» potete togliere ai rispettivi fornitori di app il diritto di visionare i vostri dati.

    • Nell'app Facebook disattivate la rilevazione automatica della posizione e in Facebook-Messenger potete rimuovere la casella di spunta relativa al luogo in cui siete. Non tutti devono sapere da dove scrivete i vostri messaggi.

    Una schermata del telefono cellulare che mostra un'applicazione Instagram.
    La piattaforma di immagini Instagram conta oggi oltre 500 milioni di utenti in tutto il mondo.

    Instagram

    • Se volete condividere la vostre fotografie solamente con amici e conoscenti, trasformate il vostro profilo in un account privato.

    LinkedIn

    • L'impostazione di default prevede che LinkedIn possa avere accesso completo ai vostri dati. Gli esperti consigliano di modificare, alla voce «Protezione dei dati e impostazioni», tutti i punti presenti nelle schede «Profilo», «Comunicazione», «Gruppi, aziende e applicazioni» e «Account».