Alla panoramica

Nuovo slancio alla proposta di abolizione del valore locativo

11.09.2018 |
  • Società

Il valore locativo è l’incubo dei proprietari d’immobili ogni qualvolta devono compilare la loro dichiarazione d’imposta. E nonostante diverse votazioni popolari, il «valore locativo degli immobili a uso proprio» rimane tenacemente in vigore. Ora però il valore locativo dovrebbe venire definitivamente eliminato per essere rimpiazzato da un nuovo sistema di tassazione della proprietà immobiliare.

Il valore locativo imputato deve essere sostituito da un nuovo sistema di tassazione della proprietà abitativa.

Il valore locativo imputato deve essere sostituito da un nuovo sistema di tassazione della proprietà abitativa.

Il valore locativo è stato introdotto nel 1934, sotto forma di «contributo federale di crisi», invocando il diritto d’urgenza e al fine di rinvigorire le finanze federali. Nel 1958 è stato ripreso nel diritto ordinario. La storia ci conferma che, una volta introdotte, le tasse svizzere non scompaiono quasi mai! Eppur qualcosa si muove ora… Si riflette se eliminare il valore locativo, da anni motivo d’irritazione dei proprietari d’immobili. La Commissione dell’economia e dei tributi (CET) del Consiglio degli Stati propone un nuovo sistema. Alexandra Perina-Werz, rappresentante di Raiffeisen nella Berna federale, spiega di che si tratta in quest’intervista.

Alexandra Perina-Werz è la responsabile del settore politico presso Raiffeisen Svizzera.

Alexandra Perina-Werz è la responsabile del settore politico presso Raiffeisen Svizzera.


Per gli oltre 1,5 milioni di proprietari, il valore locativo rimane poco chiaro. Perché mai devono pagare un’imposta su un reddito che non ricevono di fatto? Qual è l’opinione politica a tal proposito?

Alexandra Perina-Werz: Sono soprattutto i partiti di centro-destra che comprendono e condividono l’irritazione della popolazione e che cercano da anni di modificare il sistema. Se si introduce l’espressione «valore locativo» nella banca dati del Parlamento, essa produce ben 260 risultati. Il valore locativo è uno dei temi che ritorna spesso sulla scena politica, che sia sotto forma d’intervento parlamentare o d’iniziative popolari.
 

Anche i politici trovano dunque ingiusto il valore locativo?

Durante le più recenti deliberazioni al Consiglio nazionale e a quello degli Stati del 2017, sia la destra che la sinistra hanno insistito sul fatto che l’aumento del reddito imponibile dovuto al reddito fittizio del valore locativo non fosse equo. I proprietari di case più anziani normalmente hanno un reddito più basso una volta pensionati e spesso non hanno più interessi sull’ipoteca da dedurre. La proprietà immobiliare quale previdenza contro la vecchiaia perde dunque d’interesse diventando invece un onere finanziario. Inoltre, vi è uno squilibrio tra il reddito fittizio supplementare e la deduzione degli interessi sul debito poiché i tassi d’interesse continuano a rimanere bassi: le deduzioni sono molto meno importanti a causa della caduta dei tassi d’interesse.
 

Malgrado ciò, dal punto di vista politico per anni niente è cambiato.

Generalmente, dai noi in Svizzera servono tre maggioranze per far passare un progetto: la maggioranza nel Consiglio federale, la maggioranza al Parlamento e la maggioranza del popolo. Finora, i progetti politici riguardanti il valore locativo si sono arenati a tre riprese al voto popolare. Numerosi interventi che chiedevano l’abolizione del valore locativo sono stati rigettati anche già in Parlamento.
 

Il popolo ha rifiutato l’abolizione del valore locativo a tre riprese. Perché?

Secondo l’analisi VOX post-voto, l’iniziativa popolare «Abitazione in proprietà per tutti», lanciata nel 1999 dall’Associazione Svizzera Proprietari Fondiari, è stata soprattutto rifiutata dagli affittuari. Il progetto è stato criticato come non equo, dato che l’iniziativa avrebbe avvantaggiato i proprietari a dispetto della collettività. In marzo 2012, l’iniziativa sul risparmio per l’alloggio non è stata accettata per le stesse ragioni.
 

In futuro, i costi di manutenzione della residenza principale non saranno più deducibili, e a livello federale non saranno più accettate le deduzioni per risparmio energetico o per l’ecologia. Lei pensa che questa proposta della commissione d’esame preliminare del Consiglio degli Stati possa riunire in sé una maggioranza?

Nel 2017, il Consiglio degli Stati ha promesso di redigere un progetto equo. Contrariamente ai progetti precedenti sulla soppressione del valore locativo, già discussi in Parlamento, i primi risultati di cui disponiamo ci lasciano ben sperare. Ma si sa, il diavolo è nei dettagli - e non è stato ancora elaborato un testo di legge. È dunque ancora troppo presto per avere un quadro definitivo.
 

Cosa significa concretamente la soppressione delle deduzioni energetiche e dei costi di manutenzione per i proprietari di case?

I proprietari non potrebbero più dedurre dalle tasse federali le spese effettuate per gli interventi di risparmio energetico o per la manutenzione della casa. I cantoni invece sarebbero liberi di decidere se vogliono conservare o no la possibilità di applicare tali deduzioni nella loro legislazione fiscale. Certo è che le deduzioni attuali sono per i proprietari di case anche uno stimolo a prevedere lavori di manutenzione o di miglioramento dell’efficacia energetica.
 

Non sarebbero più dedotti nemmeno gli interessi sul debito. La CET è disposta a fare un’eccezione solo per un montante equivalente ai proventi da immobili o da titoli di credito. Una tale eccezione è sensata, secondo lei?

È ancora troppo presto per dirlo – o per esprimere un giudizio definitivo su tale eccezione. La commissione ha incaricato l’amministrazione di elaborare due opzioni per l’eccezione oggetto della discussione (deduzione degli interessi sul debito pari all’80 o al 100 % degli altri redditi di sostanza). Inoltre, la commissione ha ribadito chiaramente di volere un’ulteriore eccezione a favore dei primi acquirenti, secondo il principio costituzionale della promozione della proprietà immobiliare.
 

Come continua?

La commissione del Consiglio degli Stati porterà avanti i lavori. Risultati concreti ed un progetto definitivo non saranno pronti prima del primo trimestre del 2019.
 

Quando potremo lasciarci alle spalle il valore locativo?

Se le delibere in Parlamento saranno efficaci e non verrà lanciato alcun referendum, il valore locativo potrebbe sparire il 1° gennaio 2021. Ma questa data è da prendere con le pinze. Considerando gli episodi precedenti di questo dossier, scommetto piuttosto su una procedura lenta, e non escludo nemmeno il referendum. L’Associazione degli inquilini ha già espresso molti dubbi, anche se i dettagli non sono ancora noti.

 

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