Alla panoramica

Cosa, secondo i ricercatori sul cervello, vi rende dei buoni dirigenti

04.04.2018 |
  • La nostra azienda

Il dott. Lutz Jäncke, ricercatore sul cervello, è convinto che di norma agiamo in modo emotivo e irragionevole. Non si tratta di certo dei buoni presupposti per un dirigente. Ecco come rompere i vostri schemi.

 

Il cervello è veramente ragionevole? No, non lo è. Il dott. Lutz Jäncke, pluriennale ricercatore sul cervello, titolare di cattedra di neuroscienze all'Università di Zurigo e autore di libri, ne è convinto. Da una parte, perché spesso le emozioni guidano le nostre decisioni, ad esempio la paura di insuccessi e fallimenti. Vale a dire che nella maggior parte dei casi decidiamo in modo inconsapevole e siamo quindi guidati dalle nostre emozioni.

Dall'altra parte, secondo Jäncke, il cervello è irragionevole anche perché la nostra percezione è ingannevole: il nostro cervello concentra la sua attenzione solamente su una piccola parte dell'informazione. Il resto viene semplicemente interpretato e, di solito, secondo il nostro bagaglio culturale.

Per giungere alle decisioni, usiamo quindi la regola del pollice. In pratica, riteniamo come assolute delle informazioni che per noi sono ovvie. Nel farlo, spesso trascuriamo il fatto che probabilmente non percepiamo aspetti importanti. Come esempio, Jäncke menziona la campagna elettorale, durante la quale veniamo influenzati dalla pubblicità abilmente caricata in Internet. Tanto più frequentemente ascoltiamo qualcosa, tanto più questa ci sembra importante e influenza maggiormente le nostre decisioni.

La regola del pollice può essere anche un semplice stereotipo. Ad esempio, che i dipendenti anziani abbiano presumibilmente prestazioni minori, mentre i giovani siano più volubili e le donne abbiano cattive doti gestionali. La maggior parte di questi giudizi sono per lo più completamente inconsapevoli – proprio come oltre il 90 percento delle decisioni che prendiamo quotidianamente.

Per un dirigente, queste decisioni irragionevoli e inconsapevoli possono essere un ostacolo. Secondo il ricercatore, possiamo però rompere persino questi schemi se ne diventiamo consapevoli. Ripetere continuamente un'azione la rende automatica, causando decisioni inconsapevoli. Quindi, per una conduzione di successo di un team, Lutz Jäncke suggerisce quanto segue:

 

«Circondatevi il più possibile di persone diverse tra loro.»

«Diversity» è la parola del momento, che tuttavia non si fonda solo sulla correttezza politica, bensì sulla pura ricerca sul cervello: più si raccolgono prospettive diverse, più si generano informazioni che si percepiscono in modo consapevole e non. Di conseguenza le discussioni sono più impegnative, ma le soluzioni e le decisioni risultanti sono più equilibrate e orientate al mercato. La ricerca sul cervello suggerisce quindi che un team misto di diverse culture, sessi e generazioni sia l'ideale.

 

«Evitate di lavorare con pressione in termini di tempo.»

Lavorare con pressione in termini di tempo è uno dei maggiori problemi per il nostro cervello. Ai piloti, al contrario, viene insegnato a lavorare sotto enorme pressione in termini di tempo e grande responsabilità. Per la maggior parte degli altri settori, lavorare in modo automatico sotto stress non ha alcun senso ed è persino dannoso, come sottolinea Jäncke: «Dobbiamo mantenere la calma. Infatti, la pressione in termini di tempo impedisce di prendere decisioni oculate.»

 

«Siate curiosi.»

Per natura, le persone dispongono di una grande curiosità. Tuttavia, abbiamo anche bisogno di poterla sviluppare per poter rompere lo schema di cui si è parlato sopra. «Altrimenti entrano in gioco la noia a la demotivazione.»

 

«Non cercate di evitare i fallimenti, andate invece in cerca dei successi.»

«Chi tenta solamente di evitare i fallimenti, raggiungerà obiettivi molto esigui», dice Lutz Jäncke. Chi, invece, cerca i successi, punta a obiettivi elevati. Ciò dipende, ancora una volta, solo dalla motivazione interiore, come afferma il ricercatore. Secondo lui, i collaboratori si sentono motivati solo se vedono il senso del loro lavoro. 

 

«Lavorate sulla vostra personalità!»

Il ricercatore è inoltre convinto che una personalità solida garantisca forza e sicurezza di sé, ma non arroganza. «Se ne origina una forza carismatica del tutto nuova, che aiuta a trascinare ed entusiasmare le persone», così asserisce Lutz Jäncke. «Ecco perché dobbiamo chiederci continuamente: Quali informazioni credo di avere? Come mi formo? Quali sono i miei stereotipi? Cosa guida le mie decisioni?» Tutto questo aiuta a rinsaldare il proprio carattere, afferma Lutz Jäncke: «Già la consapevolezza di queste circostanze è in grado di operare un cambiamento.»