Alla panoramica

Testamento: sì o no?

02.09.2016 |
  • Società

«Spero proprio di non morire a breve». – «Me ne preoccuperò non appena avrò una famiglia». – «Lo farò in futuro, quando sarò vecchio». Il sondaggio per le strade di Friburgo ha fatto emergere che quasi nessuno possiede un testamento o, meglio, che ancora quasi nessuno se ne è preoccupato. Riguardo all'importanza o meno di avere un testamento ci informa il Prof. Dr. iur. Peter Breitschmid nell'intervista.

Nella bella Friburgo i nostri inviati hanno intervistato bella gente con un tempo ancora più bello su una tematica però molto triste: il testamento. Ciononostante, l’inviato sottolinea già a questo punto che i cordiali friburghesi hanno preso bene la discussione su questa tematica.

La cosa interessante è che quasi nessuno possiede un testamento. Il che in realtà non stupisce più di tanto, peraltro neppure i succitati inviati hanno già fatto testamento. Non hanno ancora speso un solo millisecondo del proprio tempo a riflettere sull’argomento.

C’è però una cosa che è chiara a molti: Il testamento si deve fare non appena si hanno dei figli. Ed è qui che nell’inviato si fa strada la domanda: nell’ambito della successione, i figli sono abbastanza tutelati dalla legge? È davvero necessario fare testamento per i figli? Gli inviati hanno approfondito le domande e si sono informati presso lo specialista. Abbiamo parlato con il Prof. Dr. iur. Peter Breitschmid. È professore di diritto privato presso l’Università di Zurigo.

Signor Breitschmid, i figli – esattamente come il coniuge o i genitori – davanti alla legge vengono considerati persone cui spetta la porzione legittima. Cosa significa questo esattamente?

Porzione legittima significa che la si riceve obbligatoriamente, nella misura in cui non sia presente un cosiddetto motivo di diseredazione. I presupposti per una diseredazione, tuttavia, sono molto rigorosi, e giustamente, in quanto non tutti i dissesti dei rapporti famigliari devono necessariamente sfociare in una conseguenza così grave. Le diseredazioni non si verificano quasi mai.

L’avanprogetto del Consiglio federale di marzo, prevede tuttavia di decurtare di un terzo la porzione legittima dei discendenti da ¾ a ½ e di dimezzare quella del coniuge da ½ a ¼, andando quindi a garantire un maggiore spazio libero per il testatore … cosa che tuttavia non corrisponde al comportamento medio dei testatori, che per lo più mirano a favorire il più possibile il coniuge superstite. Ci si dovrebbe quindi regolare in base a questo.

Da un punto di vista legale, i figli sono sufficientemente tutelati?

I figli hanno diritto alla porzione legittima. Questo a volte disturba il testatore… ma nel passaggio generazionale non ci si dovrebbe mai lasciare guidare dagli sbalzi di umore e dalla rabbia: Molti di noi hanno senz’altro approfittato anche delle eredità dei propri genitori e non si sono certo guadagnati da soli ogni singolo Centesimo.

«Di quanto» esattamente la persona abbia bisogno per essere tutelata è soggettivo e si deve valutare sempre in correlazione agli altri interessati. Oggi anche i coniugi sopravvissuti sono ben tutelati, sebbene siano cresciute anche le esigenze relative alla qualità della vita in vecchiaia.

In quali casi è consigliabile predisporre un testamento?

Si deve «verificare» cosa implichi l’ordinamento nel settore del regime matrimoniale e del diritto di successione nel caso concreto. Se la situazione familiare è più complessa (per esempio in caso di concubinato), si deve procedere individualmente. Questo, tuttavia, richiede per lo più una consulenza.

 

È importante un testamento se non ho una famiglia?

È importante soprattutto proprio in questo caso, perché il «diritto ereditario familiare» riconosciuto per legge è per l’appunto orientato sulla famiglia. Tuttavia, non c’è bisogno di preoccuparsi che i fondi vadano perduti: L’ultimo erede di tutti noi è la collettività – ma probabilmente si ha un’idea migliore e che ci sta più a cuore? Naturalmente si possono lasciare i propri fondi anche alla collettività, magari con il vincolo di un restauro generale della casa per anziani locale e che a ogni anniversario con cifra tonda si paghino i musicisti locali per una serenata commemorativa.

 

Un intervistato ha sostenuto scherzando che diserederebbe un figlio ingrato. Si può davvero diseredare un figlio?

Si può, ma «ingrato» non è assolutamente una motivazione sufficiente. La tutela è molto alta. I superstiti invece devono essere tutelati rispetto al fatto che il testatore non prenda decisioni assurde all’ultimo minuto o magari perché in stato avanzato di demenza. Naturalmente è possibile decurtare le quote legali di singoli eredi e fargli avere solo la porzione legittima. Tuttavia, ci si dovrebbe chiedere seriamente… Voglio davvero lasciarmi dietro ancora rabbia – e in questo modo magari pagare anche le parcelle di altri avvocati?