L'arrivo nella nuova casa

Passare la prima notte nel ricamificio, prestare ascolto agli inabituali rumori notturni dei dintorni, camminare scalzi al mattino sul caldo pavimento in legno, provare l'enorme doccia e preparare la colazione per la prima volta. «Entrare è stato magico», racconta Denise Gehrig, «ma faticoso quanto una maratona!»

Il tavolo. Questo bel vecchio tavolo in legno. Prima era in un ristorante. Denise Gehrig lo ha trovato nel negozio dell'usato di Nesslau (SG). «Il tavolo è stato il primo mobile a essere consegnato», racconta mentre delicatamente ne accarezza la superficie. Esso è diventato il suo luogo preferito in casa. Un punto di incontro. È lungo tre metri e ciononostante non riempie l'area pranzo. «Solo ora, abitandoci, ci rendiamo conto di quanto sia veramente grande il ricamificio», afferma Wolfgang Kelemen.

 

Esatto, sabato 25 novembre 2017 era giunto il momento del trasloco. «Da quando Wolfgang e io stiamo insieme, a seguito di numerosi soggiorni all'estero, abbiamo traslocato tredici volte. Sapevamo quindi come funziona», dice Denise Gehrig. Sono tuttavia stati sorpresi da quanto fosse faticoso il lavoro di imballaggio: «Negli ultimi anni, con i bambini, abbiamo accumulato un sacco di cose!», sbuffa Denise. L'obiettivo qui era smaltire. Hanno gettato molto di ciò che era vecchio, «non sarebbe comunque stato adeguato agli interni moderni». Volevano un nuovo inizio, una nuova casa e mobili nuovi.

 

200 ospiti volevano vedere il nuovo ricamificio

Una settimana prima del trasloco, avevano organizzato anche un open house per artigiani, vicini e tutti coloro che avevano partecipato al progetto. Sono venute 200 persone, «abbiamo bloccato l'intero paese», afferma ridendo Wolfgang Kelemen. C'era anche Monika A. Schmid, l'ex proprietaria del ricamificio che è rimasta impressionata dal risultato. «Ne siamo stati molto felici», dice Denise Gehrig.

 

Fino al giorno del trasloco, Denise Gehrig e Wolfgang Kelemen avevano lavorato al ricamificio, verniciando e spazzolando il soffitto al piano terra, pitturando facciata, porte e cantina. «Abbiamo condotto una vera e propria doppia vita: di giorno il nostro lavoro e il ristorante, parallelamente, in ogni minuto libero, eravamo in cantiere.» Famiglia e colleghi hanno aiutato nel trasloco. Quando alla fine tutti gli scatoloni erano in casa e gli amici se n'erano andati, Wolfgang Kelemen è dovuto tornare al ristorante: era sabato sera e il ristorante era pieno. Denise Gehrig racconta: «Stavo lì tutta sola nella casa nuova, in mezzo a una montagna di scatoloni, ero sfinita, ma felice.»

 

 

Stanchi morti ed esausti, si sono addormentati. «Ci sentivamo come dopo una maratona, ma felici di essere finalmente arrivati.» È stata un'esperienza intensa: tante ore in cantiere, moltissimi progetti e ricerche, e improvvisamente tutto diventa realtà. Denise Gehrig: «Per la prima volta in vita mia ho sentito di voler restare.»

 

Al mattino Wolfgang Kelemen prima di alzarsi si è seduto sul letto guardando direttamente il prato verde davanti alla casa, i meli, i monti coperti di neve e il Lago di Costanza. «Era magico! Questa finestra è come un quadro», afferma. Denise Gehrig è corsa in bagno, scalza, sul bel pavimento di abete rosso, semplicemente soltanto felice. La doccia le sembrava enorme. «Era come essere in un hotel. Era surreale», dice ridendo. Il primo piano, grazie all'innalzamento è diventato molto luminoso, ampio e arioso. Per Denise Gehrig, «È stata la decisione giusta». «Sono così felice che mio marito mi abbia convinta!»

 

Sono scesi al piano terra, dove non c'era nient'altro che il tavolo in legno, le sedie e centinaia di scatoloni e poi si sono preparati la colazione. La sera sono arrivati i bambini, per la prima volta hanno cucinato nella nuova cucina e genitori e figli hanno mangiato al tavolo insieme. «Ci siamo sentiti davvero bene.»

 

Ormai sono trascorse due settimane. «Ma ancora non ci sentiamo del tutto a casa. Ci vuole ancora un po' di tempo», afferma Denise Gehrig. Non vede l'ora di continuare ad arredare la casa, di darle un'anima, una nuova identità. «Sicuramente prima il ricamificio aveva una sua vita, ma nella ristrutturazione abbiamo dovuto accettare tanti compromessi e, oltre alla facciata e agli spazi aperti, abbiamo potuto conservare solo poco della sua storia.» E anche dopo il trasloco resta molto da fare: occorre levigare le scale in legno che portano in cantina, e presto verrà costruito il balcone con un collegamento al giardino. Wolfgang Kelemen, da vero proprietario afferma: «Con una casa è così: c'è sempre qualcosa da fare.»

 

 

 

Scoprite nell'ultimo episodio:

come si trovano Denise Gehrig e Wolfgang Kelemen nel loro ricamificio ristrutturato. I due guardano indietro alla loro avventura, passano in rassegna alti e bassi e danno consigli in base a ciò che hanno imparato, spiegando cosa farebbero diversamente. Continui a leggere…

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