Mercato immobiliare svizzero Q1 2018: «Nei centri le CUF vendono entro 30 giorni»

Le case unifamiliari anche nel 2017 in media sono diventate più care di quasi il tre per cento, perché la domanda resta elevata e l'offerta è scarsa. Lo dimostra la ricerca aggiornata «Immobili residenziali in Svizzera» di Raiffeisen, pubblicata con cadenza trimestrale. Abbiamo parlato con il coautore della ricerca, l'economista Lukas Seeger, sull'andamento dei prezzi, sui prezzi degli affitti, dell'attività edilizia e altro.

I prezzi delle case unifamiliari nel quarto trimestre 2017 sono scesi per la prima volta dello 0.5%. Si è imboccata una svolta oppure si delinea almeno una crescita moderata?

Lukas Seger: Un singolo trimestre non andrebbe sopravvalutato. Considerati su tutto il 2017, i prezzi in effetti sono aumentati del 3%. È meno dell'eccezionalmente forte 2016 con il 6%, ma pur sempre un dato chiaramente di segno positivo. Anche per il 2018 prevediamo prezzi in ulteriore crescita per le case unifamiliari. Non ci aspettiamo alcuna inversione di tendenza.

 

Dall'altro lato, la domanda di case unifamiliari nello scorso anno sui portali immobiliari è cresciuta nettamente. Come va inquadrato questo fatto?

Le case unifamiliari comprendono una grande quantità di terreno e il terreno in Svizzera è scarso e caro. Perciò la domanda ristagna leggermente, il che si manifesta nel numero crescente di abbonamenti di ricerca sui portali immobiliari - e nei prezzi in salita.

 

Dove è più facile vendere case unifamiliari, dove è più difficile trovare compratori?

La domande è più forte nei centri e nelle aree urbane limitrofe, a causa dei tragitti di lavoro brevi e perché le persone apprezzano l'infrastruttura presente in quei luoghi. Ciò facilita significativamente la commercializzazione. Una casa unifamiliare a meno di 1 milione di franchi nei centri viene venduta in media entro 30 giorni. Nei comuni rurali occorre il triplo del tempo – circa 90 giorni.

 

Le cifre relative alle nuove costruzioni e ai permessi di costruzione sono in calo. Ciò indica una quota di locali sfitti in diminuzione. È così?

Gli immobili di proprietà rappresentano solo il 18% circa dei locali sfitti, il resto riguarda gli appartamenti in locazione. E di questi se ne costruiscono ancora troppi. La crescita demografica non è sufficiente ad assorbire tutti i nuovi appartamenti in locazione. Quindi anche per il 2018 prevediamo locali sfitti in crescita.

 

Nel corso degli ultimi due anni i prezzi delle proprietà per piani sono saliti di nuovo notevolmente. A cosa attribuisce questo sviluppo?

La domanda di PPP è sostenuta essenzialmente dall'effetto di fuga dagli altri due segmenti. Da un lato le case unifamiliari per molte famiglie sono troppo care. E dall'altro i costi abitativi per un appartamento in proprietà sono chiaramente più bassi rispetto a un appartamento in locazione paragonabile.

 

Per gli appartamenti in locazione i prezzi nonostante l'eccesso di offerta ancora faticano a scendere. Si aspetta degli adeguamenti nel corso di quest'anno?

Gli affitti dovrebbero scendere leggermente in un quadro simile agli ultimi anni. In determinate regioni con un forte eccesso di offerta la pressione sui locatori aumenta sempre più. Resta da vedere se i locatari a quel punto abbasseranno effettivamente gli affitti o tenteranno di commercializzare gli appartamenti con delle azioni. Non ci aspettiamo un crollo dei prezzi in tutta la Svizzera.