Comprendere i mercati esteri

Come si entra nel mercato cinese

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I principali mercati d'esportazione delle PMI svizzere sono Cina, Stati Uniti, Corea del Sud, Singapore, Regno Unito, Emirati Arabi Uniti, Canada, Polonia, Giappone e Germania. La preferita in assoluto rimane comunque la Cina.

 

Grande potenziale per le PMI

Perché la Cina è così ambita, specialmente dalle imprese svizzere? Quattro motivi a favore dell'ingresso nel mercato cinese:

Questi punti depongono a favore di un ingresso nel mercato

Vantaggi doganali

Grazie all'accordo di libero scambio con la Cina, le PMI svizzere beneficiano di vantaggi concorrenziali, poiché molti prodotti possono esservi importati con dazi ridotti o persino nulli.

Posto per i player di nicchia

Il mercato è così vasto che anche produttori di nicchia possono affermarsi. Amberg Technologies, Bühler AG o Titoni SA esportano massicciamente in Cina e vi stanno insediando nuove sedi.

Sempre più propensione al consumo

Oltre ad Alibaba, anche WeChat è un canale di vendita importante in Cina: la comunicazione e il consumo vengono ampiamente gestiti tramite questa app. Con l'aumento del reddito, in Cina aumenta anche la voglia di acquistare prodotti svizzeri.

Cambiamento demografico

Nel settore della cura degli anziani vi è molto potenziale, poiché il governo cinese sta incentivando gli investimenti esteri in ragione del forte aumento della popolazione anziana. Si offrono opportunità ad esempio nel campo della formazione del personale sanitario, dei servizi di assistenza a domicilio, dell'IT e della costruzione di strutture di cura.

Il modo di ragionare degli asiatici è diverso da quello di altri popoli, così come quello degli svizzeri

André Bernheim, titolare di Mondaine

Anche l'azienda di orologi Mondaine Group è presente sul mercato asiatico. Abbiamo posto tre domande ad André Bernheim sul suo ingresso in Asia.

La sua azienda è presente in 50 paesi. Per quale paese ha dovuto imparare di più?

Ho sempre pensato che la cultura e lo stile di vita giapponese siano in assoluto i più lontani. E, in effetti, molti aspetti si discostano notevolmente e occorre prendervi dimestichezza. Ma resta comunque difficile fare breccia in questo mercato e intrecciare relazioni. Il nostro successo sul mercato giapponese è dovuto soprattutto alla predilezione dei giapponesi per il nostro orologio da stazione e per il suo stile sobrio e lineare, che rispecchia la loro sensibilità estetica. In pratica è stato il nostro prodotto a spalancarci le porte di questo mercato. E poi, ai giapponesi, ci accomuna il saper mantenere la parola data.

 

E come è arrivato in Cina?

Abbiamo una filiale a Hong Kong dai primi anni '60. Ma la Cina è un'altra cosa ancora. Questi due paesi hanno in comune un ritmo estremamente serrato, sia nell'apprendere sia nello sperimentare e anche nel correggere e riprovare. Con Luminox abbiamo grande successo in Cina da circa 15 anni, con Mondaine abbiamo iniziato cinque anni fa, molto lentamente, con grande rispetto e cautela e, nel frattempo, abbiamo trovato alcuni partner che ci appaiono promettenti.

 

Cosa differenzia i partner commerciali cinesi da quelli giapponesi?

I cinesi sono molto più accessibili, tutto avviene molto più rapidamente. Pensano e agiscono velocemente. Se commettono un errore, si scusano per il disagio causato, promettendo di migliorarsi, e chiudono la questione. I cinesi sono anche un po' furbetti. Meglio stare all'occhio.