Archivio

Le insidie delle famiglie patchwork

Stampa

L'attuale legislazione prevede possibilità di copertura a vari livelli per il classico modello familiare costituito da coniugi con figli in comune.

Edizione 08/2019 – Newsflash Pianificazione finanziaria e successoria

 

Ma anche per le famiglie patchwork, ossia composte da partner di vita, sposati o non sposati, con figli non in comune ed eventuali altri figli in comune, esistono possibilità di regolamentazione successoria. Tuttavia, in questo ambito occorre prestare attenzione a diversi aspetti, sia in relazione alle questioni di regime dei beni e diritto successorio, sia in materia fiscale. Di seguito vi presentiamo, sulla base di un esempio concreto, le principali insidie e i relativi approcci risolutivi.

Peter e Anna Steiner si sono sposati in seconde nozze. Entrambi hanno una figlia avuta nel precedente matrimonio: Martina (figlia di Peter) e Sabine (figlia di Anna) e un figlio in comune, Timon. I coniugi desiderano tutelarsi a vicenda  nel miglior modo possibile e fare in modo che la loro eredità (o eventualmente parte di essa) dopo il decesso di entrambi torni nuovamente nel rispettivo ramo familiare. Come è possibile realizzare al meglio questi desideri dei coniugi?   

 

a) Aspetti importanti a livello di regime dei beni

Per quanto concerne il regime dei beni, al posto del regime ordinario della partecipazione agli acquisti Peter e Anna hanno la possibilità di porre in essere, attraverso un contratto matrimoniale, il regime della comunione dei beni. Ciò è particolarmente opportuno nel caso in cui uno dei coniugi possieda molti più beni propri rispetto all'altro. Con la costituzione della comunione dei beni, la maggior parte dei beni propri di ciascun coniuge, ovvero il patrimonio apportato nel matrimonio e tutte le donazioni e le eredità ricevute nel corso dello stesso, confluiscono nel patrimonio complessivo. Il vantaggio di questa modifica al regime dei beni risiede nel fatto che i beni propri vengono uniti agli acquisti e costituiscono così il patrimonio complessivo congiunto dei due coniugi. Nel caso in cui Peter fosse il primo coniuge a morire, ad esempio, Anna avrebbe diritto, in base al regime dei beni, alla metà del patrimonio complessivo. L'altra metà rientra nella successione di Peter.

 

b) Aspetti importanti a livello di diritto successorio

Salvo diversi accordi tra Peter e Anna, se Peter è il primo a morire, la legge prevede quanto segue: l'eredità di Peter viene suddivisa a metà tra Anna e i suoi figli biologici Martina e Timon. Al momento del successivo decesso di Anna, tutta la sua eredità, costituita dalla metà del patrimonio complessivo come da regime dei beni e dalla metà dal patrimonio successorio di Peter (o da ciò che ne è rimasto), va ai suoi figli biologici, Timon e Sabine. Per le famiglie patchwork come la famiglia Steiner, ciò significa che Martina non ha diritto al patrimonio successorio di Anna e quindi non riceve più nulla della parte di eredità derivante dal suo padre già defunto. Lo stesso vale per Sabine nel caso in cui Anna fosse il primo coniuge a morire. L'entità dell'eredità di Martina o Sabine è quindi determinata in base al principio di casualità. Come si può ripartire in modo più mirato il patrimonio matrimoniale dei coniugi Steiner?

 

Eredi istituiti e sostituiti

Lo strumento della sostituzione fedecommissaria ai sensi dell'art. 488 e segg. CC consente al testatore di disporre del proprio patrimonio per due generazioni e gli permette di designare, tramite testamento o contratto successorio, il coniuge superstite come erede istituito e i figli biologici come eredi sostituiti. Nel nostro esempio sarebbe più vantaggioso un contratto successorio, perché la sostituzione fedecommissaria riguarda l'intera eredità, mentre il testamento consente di disporre solamente della quota liberamente disponibile. Per questo motivo, il contratto successorio pone come requisito l'intervento di tutti gli eredi, che devono possedere la capacità di agire ed essere d'accordo con il contenuto del contratto successorio. In questo caso, essere d'accordo significa che gli eredi legittimari rinunciano alla loro porzione legittima a favore del coniuge superstite e quindi, in caso di decesso del primo coniuge, non ricevono nulla.  

Per meglio chiarire la situazione, nell'esempio della famiglia Steiner ciò significherebbe quanto segue: nel caso in cui Peter muoia per primo, i suoi figli Martina e Timon rinunciano, a favore della matrigna / madre Anna, alla loro porzione legittima e l'intera eredità di Peter va ad Anna. A sua volta, Anna rinuncia alla sua porzione legittima, perché sulla sua quota ereditaria di Peter grava una sostituzione fedecommissaria a favore dei figli di Peter. Al momento del decesso di Anna, Martina e Timon ricevono il resto dell'eredità del loro padre.

 

Erede unico

In alternativa al ricorso a eredi istituiti e sostituiti, i coniugi possono – sempre nel quadro di un contratto successorio – nominarsi vicendevolmente eredi unici nel caso di decesso dell'altro coniuge e designare, al momento del decesso del secondo coniuge, quali eredi in parti uguali tutti i figli, ovvero sia i figli biologici sia quelli acquisiti. Anche questa soluzione necessita comunque della rinuncia alla porzione legittima da parte di tutti gli eredi aventi diritto. Tuttavia, essa consente un'equa distribuzione dell'eredità tra i discendenti, indipendentemente da quale coniuge venga a mancare  per primo. In questo caso i figli sono trattati come se fossero fratelli biologici. 

 

c) Aspetti importanti a livello di legislazione in materia di imposte

La legislazione in materia di imposte sulle successioni è regolamentata a livello cantonale. Un aspetto comune a tutti i cantoni è il fatto che il legislatore fa dipendere l'imposta sulla successione dal grado di parentela o dal rapporto tra il testatore e gli eredi. La maggior parte dei cantoni prevede esenzioni fiscali per coniugi e discendenti. Nel caso della sopra descritta sostituzione fedecommissaria, si tiene in considerazione il rapporto di parentela tra il primo coniuge deceduto e i suoi eredi sostituiti. In questo caso, qualora l'ultimo coniuge a morire fosse Anna, Martina e Timon sarebbero i beneficiari dell'eredità esentasse. Viceversa, solamente pochi cantoni prevedono agevolazioni o l'esenzione fiscale in riferimento al partner in concubinato o ai figliastri. Ad esempio, se l'ultimo domicilio di Peter fosse a Lenzburg o a Mesocco, oltre ai suoi figli biologici potrebbe designare Sabine quale beneficiaria dell'eredità esentasse, qualora fosse lui l'ultimo coniuge a morire. Se però l'ultimo domicilio di Peter fosse Zurigo o Bellinzona, la designazione di Sabine quale erede sarebbe soggetta a imposta sulla successione.

 

d) In sintesi

Lo strumento della sostituzione fedecommissaria può essere quindi preso in considerazione dalle famiglie patchwork quale possibile soluzione (parziale). Va tuttavia tenuto presente che tanto la procedura ereditaria quanto la complicata e costosa gestione della sostituzione fedecommissaria sono più impegnative rispetto al processo ordinario dell'istituzione di eredi. Non esiste una soluzione modello ugualmente applicabile a tutte le famiglie patchwork. Proprio per questo motivo, nel quadro di un'attenta pianificazione successoria si consiglia di soppesare vantaggi e svantaggi dei diversi approcci risolutivi prima di attuare le misure desiderate. In questi casi, una consulenza professionale è quindi imprescindibile. 

 

Un'analisi di tutti gli scenari, in particolare nei casi di famiglie patchwork in concubinato, andrebbe oltre i limiti di questa edizione di Newsflash, che pertanto si concentra sulle famiglie patchwork con coniugi sposati.