Novità Banca Raiffeisen della Campagnadorna

Intervista a Alain Gentizon

Stampa

Alain Gentizon, 30 anni di attività bancaria, Responsabile Tema Consulenza Clientela Investimenti nonché Responsabile Commissione Marketing

Da quando lavori in banca e perché hai scelto questo ramo?

La scelta di lavorare in banca è nata un po’ per caso e un po’ per mancanza di alternative proposte alle scuole medie quando si trattava di decidere cosa fare da “grande”. Trentacinque anni fa non c’erano le possibilità di poter proseguire gli studi come ad oggi; le università erano oltre Gottardo, le risorse finanziare per gli studi non erano molte, gli orientatori professionali spingevano per inserire apprendisti nel terziario e poi c’era una gran voglia di guadagnare i primi soldi sinonimo di una certa indipendenza. Ho iniziato quindi quale apprendista presso un istituto bancario in quel di Chiasso nel settembre del 1986. Tra diversi cambiamenti, in pratica, mi ritrovo all’età di cinquant’anni a lavorare ancora in banca e penso proprio che finirò in questo settore. Detta così sembra che non sia soddisfatto ma non è la realtà. La mia professione è interessante, non è affatto monotona e mi riserva la possibilità di instaurare anche rapporti duraturi coi clienti e di conoscere nuove persone. Ovviamente, ma come tante altre professioni, i tempi sono cambiati. La digitalizzazione crescente, la pressione, i margini di guadagno e i costi sono ben diversi di qualche lustro fa. Nonostante questi cambiamenti è comunque sempre una attività interessante. Non è un mondo facile quello bancario ma in Raiffeisen ho trovato la giusta dimensione lavorativa anche in rapporto ai clienti.

Sono arrivato ad oggi attraverso diversi cambiamenti voluti e dovuti. Assolto l’apprendistato ed il servizio militare nel 1994 ho deciso di abbandonare momentaneamente il mondo bancario spinto dalla curiosità di esplorare il lavoro sociale, ho quindi svolto diversi stage in questo ambito; dal lavorare con persone disabili, al lavoro con bambini con difficoltà sociali fino a lavorare con i richiedenti l’asilo politico. Nel mentre ho fatto scuole serali di pedagogia e di dirigente di comunità (in Italia in quanto a suo tempo non c’era la possibilità di poterle fare in Svizzera) prendendo i diplomi necessari per poter lavorare anche in Svizzera. Mi sono recato nel 1998 a Los Angeles 6 mesi a studiare l’inglese ed al rientro ero pronto a riprendere il mio ruolo presso l’ultimo datore.

Ma qualcosa era cambiato e dopo lunga e attenta riflessione ho deciso di ritornare in banca nel 2000. Quindi dopo una pausa di 6 anni e con un’esperienza, nonostante tutto, positiva sono ritornato al primo amore professionale in un istituto a Lugano.

Trascorsi ulteriori 5 anni ho deciso di abbracciare il mondo Raiffeisen dove lavoro tuttora.

Alain Gentizon

Quale è il tuo ruolo nella Banca Raiffeisen della Campagnadorna?

Presso la Raiffeisen della Campagnadorna ricopro il ruolo di Responsabile Clientela Investimenti in un Team composto da quattro collaboratori. Ci occupiamo principalmente della clientela che intende investire il proprio patrimonio ma vengono seguiti in pratica tutti i settori e i prodotti bancari. Il mio compito è quello di conduzione come pure quello di consulente quindi un misto tra gestione dei collaboratori e rapporto lavorativo con i clienti.

Inoltre mi occupo anche di marketing con una commissione apposita. Questo mix di compiti fa sì che la giornata sia sempre diversa e non monotona ma significa anche che le ore di una giornata non sono quasi mai sufficienti.

 

 

Quale è una tua giornata tipo?

Tutti i giorni mi sveglio alle 6.00: dopo aver fatto “quattro passi col cane”, faccio colazione, poi vado in Osteria a leggere il giornale ed a bere il caffè, quindi mi dirigo in ufficio a Stabio. Questo inizio di giornata cambierà tra qualche settimana alla nascita della mia prima bambina e penso proprio che sarà un bel cambiamento.

In ufficio leggo le prime notizie economiche, le email (anche se uno sguardo alla borsa lo getto già a casa tramite il cellulare). Fatto questo inizia la giornata; non esiste quella tipo in quanto ogni giorno è diverso da quello precedente.

Segue la pausa pranzo che varia tra sedute sportive, pranzo in famiglia, con clienti o con amici o colleghi.

Il pomeriggio ha le medesime caratteristiche della mattinata, il denominatore comune è la diversità degli impegni che variano tra clienti, riunioni, pratiche etc.

Finito la giornata professionale iniziano gli hobby o gli impegni diciamo sociali; la famiglia, l’Osteria a Castel San Pietro (rilevata con alcuni soci due anni fa), lo sport (bici, corsa, camminate), l’impegno politico (consigliere comunale e commissione della gestione nel comune dove risiedo) ed infine sono presidente di un’associazione benefica.

Direi che la giornata di 24 ore forse mi sta un po’ stretta. Tutti questi impegni non mi danno particolari problemi, anzi mi fa molto piacere essere presente in molti ambiti in modo da poter conoscere di tutto un po’.