Affari politici

L'iniziativa sulla trasparenza non mantiene ciò che promette

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L'iniziativa sulla trasparenza intende chiarire la questione del finanziamento dei partiti.  Ma anche in questo caso si può dire che agire a fin di bene non porta sempre i risultati sperati.

(Dott. Hilmar Gernet, 1 luglio 2017) Per quanto riguarda la lotta alla corruzione, dal 2011 la Svizzera  è sotto la stretta sorveglianza del Consiglio  d'Europa e di GRECO (Groupe d'Etats contre la Corruption). Il «Terzo rapporto intermedio di conformità sulla Svizzera» (il più recente, approvato in occasione della 72° assemblea plenaria del GRECO tenutasi dal 27 giugno al 1° luglio 2016) attesta che il livello di conformità del nostro Paese rispetto alle raccomandazioni del GRECO in materia di disposizioni penali sulla corruzione è «globalmente insufficiente», come pure la trasparenza sul finanziamento dei partiti, concentrando la criticità su quest'ultimo argomento. Relativamente alle disposizioni penali sulla corruzione, il 25 settembre 2015 il Parlamento ha deciso di introdurre il «perseguimento d'ufficio della corruzione nel settore privato». Rimane comunque che non ha attuato nessuna delle raccomandazioni indicate dal GRECO per la «trasparenza sul finanziamento dei partiti».  

Di fatto, nel 2014 la Svizzera ha stabilito di «non intervenire sul piano legislativo» in materia di finanziamento dei partiti. Il GRECO «deplora» questa decisione. Ha notato però il lancio dell'iniziativa popolare «Per più trasparenza nel finanziamento della politica (Iniziativa sulla trasparenza).» L'iniziativa, lanciata dalla Gioventù Socialista Svizzera (GSS), gode dell'appoggio del PS svizzero, dei Verdi, del PBD, del PEV, del Partito pirata svizzero, dei Giovani Verdi, dei Giovani PBD, dei Giovani PEV, di Opendata.ch e della Sessione dei giovani. Ancora non si sa se l'Iniziativa sulla trasparenza potrà essere deposta. I promotori hanno tempo fino al 26 ottobre per raccogliere le 100 000 firme necessarie.

 

Approfondimento sull'Iniziativa sulla trasparenza

Il punto critico dell'iniziativa sulla trasparenza promossa dalla GSS, che spiega come mai essa non sarà in grado di conseguire una maggiore trasparenza sul finanziamento della politica, è dato dal fatto che in Svizzera i partiti politici sono delle associazioni (art. 60 e segg. CC): una «forma organizzativa [strutturata] per perseguire scopi di natura non economica ma cosiddetti ideali. Al suo interno [l'associazione] devono potersi organizzare associazioni scientifiche, culturali, politiche, di pubblica utilità, ricreative o simili.»   Il legislatore non prevede alcun organo di controllo per l'associazione. Era e rimane dell'idea che sia «sufficiente il controllo esercitato dai membri stessi…» (vedi Gernet, Vom Geld der Parteien, 2008, pag. 56 e segg.). La tematica della trasparenza nel finanziamento della politica deve – dopo oltre cinque decenni (!) di dibattito parlamentare – essere affrontata in maniera più radicale e in un contesto più ampio (vedi Gernet, Vom Geld der Parteien, 2008; Gernet, Gernet, (Un-)heimliches Geld, 2011).

 

Non basta agire a fin di bene

Agire a fin di bene non porta sempre i risultati sperati. Questa affermazione è particolarmente azzeccata per quanto concerne l'Iniziativa sulla trasparenza. L'apertura alla trasparenza nell'ambito dei finanziamenti dei partiti è certamente una cosa positiva. Ma ci sono due elementi che portano a tacciare l'iniziativa di inadeguatezza:

a) Non è chiaro perché i partiti politici, nella loro attività principale - cioé la maturazione di una volontà politica e la formazione di un'opinione in occasione di elezioni e votazioni -, dovrebbero essere penalizzati rispetto ad altri attori politici ed essere  soggetti a particolari regolamentazioni o obblighi sulla trasparenza finanziaria. Non è nemmeno chiaro chi è coinvolto dal nuovo articolo della Costituzione: solo i partiti politici o anche altri attori politici (movimenti, comitati, leghe, ecc.)? Innanzitutto occorre chiarire cos'è un «partito politico» (definizione).

b) Le misure previste dall'Iniziativa sulla trasparenza non sono efficaci perché non sono nelle condizioni di apportare il contributo auspicato alla maturazione di una volontà politica e alla formazione di un'opinione (decisione informata) al momento giusto, prima di elezioni e votazioni. Non si inseriscono nei processi del sistema politico svizzero e, pertanto, sono inadeguate per il raggiungimento dell'obiettivo previsto. Di conseguenza, non sono altro che un'ulteriore misura di controllo politico burocratica, senza alcuna efficacia. 

È quindi chiaro che l'Iniziativa sulla trasparenza non mantiene ciò che promette.

(ratto dalla relazione introduttiva del Dott. Hilmar Gernet, Raiffeisen Svizzera, sul quarto rapporto di valutazione GRECO, 2016, in occasione dell'assemblea della Delegazione parlamentare svizzera presso il Consiglio d'Europa del 19 aprile 2017, Palazzo federale, Berna)