Divieto di credito e ipoteca per PostFinance

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Raiffeisen e le banche domestiche sono chiaramente contrarie all'abolizione del divieto di credito e ipoteche per PostFinance. Senza un dibattito fondamentale sulla direzione futura del gruppo Posta e senza la completa privatizzazione di PostFinance, il suo ingresso nel mercato dei crediti e delle ipoteche è un intervento distorsivo e incostituzionale in un mercato funzionante.

Nel settembre 2018, il Consiglio federale ha incaricato il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) di elaborare un progetto di consultazione sulla revisione parziale della Legge sull'organizzazione delle poste. Con l'avvio della procedura di consultazione, avvenuta il 5 giugno 2020, il Consiglio federale intende consentire a PostFinance di concedere autonomamente crediti e ipoteche a terzi. In questo modo il Consiglio federale pospone il dibattito, atteso da molto, sulla strategia futura del gruppo Posta e di Postfinance, e parte da un presupposto contrario a ogni logica. Invece di un resoconto fondato, la Confederazione, in qualità di proprietaria di PostFinance, propone una modifica della legge che distorce la concorrenza e non è conforme alla Costituzione. Raiffeisen respinge il progetto; durante la procedura di consultazione, si era opposta alla concessione di crediti e ipoteche da parte di PostFinance, come previsto dal Consiglio federale, con le seguenti argomentazioni. 

Una condizione sine qua non per l'ingresso di PostFinance nel mercato dei crediti e delle ipoteche è la privatizzazione completa. Nel progetto, tuttavia, la privatizzazione di PostFinance viene trattata solo come argomento di discussione a valle. Il Consiglio federale riconosce che il mercato bancario svizzero funziona in modo efficiente e può essere servito senza problemi dalle imprese private, compreso il servizio di base per il traffico dei pagamenti. Nonostante ciò, l'opzione della piena privatizzazione è menzionata solo di sfuggita nella proposta. Anche la parziale privatizzazione di PostFinance riproposta dal Consiglio federale non è sufficiente a risolvere i problemi normativi derivanti dal progetto.

Il mercato dei crediti e dei mutui ipotecari funziona bene. I clienti beneficiano della concorrenza sana tra più fornitori e di una ricca scelta di offerte. Non esiste una distorsione del mercato che giustifichi l'intervento della Confederazione. Al contrario, l'ingresso di PostFinance sul mercato finanziario provocherebbe una distorsione del medesimo e influirebbe sulla sua stabilità. La FINMA e la BNS lanciano un avvertimento in merito ai presunti elevati rischi nel mercato dei crediti e delle ipoteche. Aprire questi mercati a un'impresa di diritto pubblico è contraddittorio e deve essere visto come un'azione statale contraddittoria. Un fornitore del calibro di PostFinance, vista l'attuale concorrenza può guadagnarsi una posizione sul mercato solo con «tariffe aggressive». I crescenti rischi del mercato ipotecario dovuti all'ingresso sul mercato a pieno titolo di PostFinance non giocherebbero dunque a favore della stabilità del mercato finanziario e dei proprietari, né tanto meno dei clienti.

Manca ancora una risposta alla domanda fondamentale, ovvero quale sarà l'orientamento strategico futuro in merito a PostFinance. In maggio 2018 la Confederazione ha annunciato di redigere un rendiconto esaustivo per poi prendere di conseguenza una decisione di principio. Tuttavia, il Consiglio federale vuole privilegiare una revisione parziale della Legge sull'organizzazione della Posta Svizzera con un procedimento rapido, prima che venga chiarita la questione principale. Dal punto di vista di Raiffeisen sarebbe imperativo elaborare dapprima una visione generale nell'ambito di una strategia dei proprietari e basare su di essa l'orientamento futuro di PostFinance. Bisognerà anche discutere del mandato di servizio di base nel traffico finanziario e della sovvenzione incrociata della Posta tramite un trasferimento di benefici provenienti da PostFinance.

La Costituzione federale attribuisce alla Confederazione chiare competenze nel settore postale. Ciò non comprende la creazione e il funzionamento di una banca a pieno titolo. Di conseguenza, una società di PostFinance attiva nel settore creditizio e ipotecario non sarebbe conforme alla Costituzione. Ciò è stato confermato dall'Ufficio federale di Giustizia e dalla dottrina attuale. La Confederazione deve rispettare le competenze costituzionali che le sono state attribuite nel settore postale e la libertà economica garantita dalla Costituzione.