PMI delle piccole e medie imprese: qual è la situazione delle piccole e medie imprese svizzere?

PMI delle piccole e medie imprese: PMI in buono stato nonostante le incertezze (edizione di giugno 2018)

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Le PMI svizzere valutano positivamente il loro attuale andamento degli affari, come evidenziato dal Purchasing Managers' Index Raiffeisen delle piccole e medie imprese, un nuovo indicatore congiunturale realizzato dal Gruppo Raiffeisen. L'indice tasterà con cadenza mensile il polso economico delle piccole e medie imprese nel settore manifatturiero. 

A giugno la dinamica di crescita delle circa 200 PMI sottoposte al sondaggio non era più così forte come nei mesi precedenti; tuttavia, con un punteggio di 58.8 il PMI ha chiuso di nuovo nettamente al di sopra della soglia di espansione dei 50 punti e questo lascia intuire una situazione economica solida. Lo stesso modello vale anche per i singoli componenti del PMI, come ad esempio il portafoglio ordini o l'occupazione. Proprio questi due componenti dell'indice hanno visto i propri valori ridursi in maniera relativamente forte, ma come il PMI complessivo sono rimasti anch'essi su un livello considerevole. Valori dell'indice di poco al di sotto dei 60 punti corrispondono di norma sempre a una situazione congiunturale estremamente buona.

Raiffeisen PMI delle piccole e medie imprese giugno 2018

Al momento, le PMI svizzere valutano la propria situazione economica in maniera positiva. Per le PMI sottoposte al sondaggio, gli ordinativi continuano ad aumentare e anche il livello di occupazione è in espansione. Per via del nuovo apprezzamento del franco e dei rischi politici ed economici in Europa, di recente le incertezze sono però aumentate. 

 

Il franco svizzero quale maggiore fattore di rischio

Ciononostante, il calo della fiducia delle imprese rispetto ai mesi precedenti mostra che per le PMI svizzere sono cresciute le incertezze. In questo senso, in primo luogo vi è la situazione economica e politica in Europa, non più tanto rosea come all'inizio dell'anno.

Non solo la crescita nell'Eurozona è rallentata, ma anche i rischi politici sono tornati in primo piano. Eventi quali l'elezione di un governo scettico nei confronti dell'UE in Italia o la lotta all'interno della coalizione in Germania hanno provocato di recente un nervosismo continuo sui mercati finanziari.

Gli esportatori svizzeri devono quindi fare i conti non solo con una crescita economica più debole in Europa, ma anche con un franco nuovamente rafforzato, richiesto quale porto sicuro. Riteniamo che questo livello di EUR/CHF 1.15 circa stia tornando a gravare molto sull'economia di esportazione e questo parere è stato espresso anche da alcune delle PMI sottoposte al sondaggio.

 

Previsione disomogenea per i prossimi mesi

Nonostante le entrate di ordinazioni, al momento ancora elevate, la previsione per i prossimi mesi è pertanto disomogenea. Una minaccia arriva anche dall'altra parte dell'Atlantico, dove di recente la retorica nel conflitto commerciale con la Cina e con l'Eurozona si è ulteriormente inasprita. Finora solo pochissime PMI svizzere sono interessate direttamente dall'aumento dei dazi. Tuttavia, non si intravede ancora una fine di questo tira e molla tra gli USA e gli altri paesi. In secondo luogo, partendo da livelli elevati, negli ultimi mesi in Europa la maggior parte degli indicatori congiunturali ha mostrato un calo dei valori e ultimamente vi sono stati indizi che hanno portato a pensare che anche in Svizzera la solida dinamica di crescita stia cedendo leggermente. L'indicatore anticipatore del Centro di ricerche congiunturali KOF di recente è ad esempio sceso a un livello che fa supporre semplicemente una crescita nella media dell'economia svizzera.

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L'esperto di economia Raiffeisen Domagoj Arapovic

Domagoj Arapovic, Senior Economist Raiffeisen Svizzera
Domagoj Arapovic, Senior Economist Raiffeisen Svizzera

Domagoj Arapovic ha studiato Economia all'Università di Zurigo. Ha poi lavorato dal 2007 al 2012 presso la Banca nazionale svizzera nell'Economic Research e nella Gestione dei rischi. Detiene dal 2011 il diploma di Chartered Financial Analyst, e dal 2013 è impiegato presso Raiffeisen Svizzera come Senior Economist.

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