La mia abitazione è responsabile del cambiamento climatico?

I 2.3 milioni di edifici presenti in Svizzera sono responsabili di quasi la metà del consumo energetico del nostro paese – tre quarti circa di essi sono immobili abitativi. Appartamenti e case unifamiliari fanno quindi parte dei principali divoratori di energia. Oltre l'80% del loro consumo energetico è dovuto ai costi per riscaldamento ed elettricità. Il resto va ricondotto a costruzione e manutenzione degli edifici. Tuttavia, grazie all'elettricità a basse emissioni prodotta da energie rinnovabili e energia nucleare, gli edifici generano solo circa un quarto delle emissioni di CO₂.

Lento risanamento degli edifici malgrado le sovvenzioni

Eppure il parco edifici cela un enorme potenziale di riduzione delle emissioni, se venisse completamente rinnovato. Infatti, dopo un risanamento si può risparmiare fino al 75% del consumo di energia per riscaldamento e acqua calda. Sebbene Confederazione e Cantoni mettano a disposizione da anni generose sovvenzioni per il rinnovo degli involucri degli edifici e la sostituzione dei sistemi di riscaldamento a combustibili fossili, ogni anno viene risanato solo circa un edificio su cento. Al ritmo attuale ci vorranno circa cento anni per risanare l'intero parco edifici. In questo modo sarà difficile arrestare il cambiamento climatico.

 

Klimawandel durch Wohnungen

Nonostante le sovvenzioni, ogni anno viene risanato solo circa un edificio su cento.

Aumenta la richiesta di superficie abitativa

A ciò si aggiunga che parte dei risparmi resi possibili dai risanamenti energetici viene da un lato immediatamente divorata dalla necessità di nuovi edifici dovuta all'incremento demografico, e dall'altro dall'utilizzo sempre maggiore di superficie abitativa. Nel 1970 uno svizzero viveva in media su 27m², oggi su 46m². Il consistente aumento del 70% nel giro di 50 anni corrisponde a un tasso di crescita annuo dell'1%. La maggior parte dei nuovi edifici viene certo costruita in modo efficiente dal punto di vista energetico, neutro riguardo alle emissioni di CO₂ non lo è tuttavia praticamente nessuno di essi neanche oggi.

 

La nuova legge sul CO₂ è intesa a portare rimedi

Senza pressione, difficilmente ci saranno rapidi cambiamenti nel comportamento di consumo degli svizzeri e nella loro domanda di superficie abitativa. Lo stesso vale per gli investimenti dei proprietari di vecchi immobili con potenziale di risparmio. Fintanto che un investimento non converrà dal punto di vista finanziario, la maggior parte dei proprietari si limiterà agli investimenti minimi prescritti dalla legge. La nuova legge sul CO₂, attualmente in discussione in Parlamento e che probabilmente sarà sottoposta alla popolazione nella primavera 2021, prevede numerose disposizioni che riguardano direttamente il parco edifici. Esse sono un passo nella giusta direzione per coloro che prendono sul serio il cambiamento climatico. Che ciò sia sufficiente a frenare la domanda di ulteriori superfici e ad accelerare in modo significativo il rinnovamento del parco edifici è assai dubbio.

 

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Martin Neff, economista capo di Raiffeisen

Martin Neff, economista capo di Raiffeisen

Informazioni sull'autore

Martin Neff è tra i maggiori esperti immobiliari in Svizzera. Ogni mese, su RaiffeisenCasa, risponde a una domanda su fatti curiosi  appresi in tema Passione casa nel corso delle sue analisi di mercato. Dall'inizio del 2013 è economista capo presso Raiffeisen Svizzera.  Neff ha studiato economia politica all'Università di Costanza. Dal 1988 al 1992 ha lavorato presso la Società Svizzera degli Impresari-Costruttori (SSIC) di Zurigo,  prima di passare alla divisione Economic Research di CS, dove ha istituito «Research Svizzera».