Abitare nel vecchio casale

Leggere un libro accanto alla stufa in maiolica, ascoltare dischi in mansarda o passeggiare in uno spettacolare vano scale: in un vecchio casale con annessa officina per carri a Eschlikon, nel Canton Turgovia, Evelyne e Tito Mayer hanno realizzato la loro abitazione dei sogni.

Wagnerei vista esterna

Lui è ingegnere meccanico, lei lavora nel marketing; in comune hanno l'amore per i vecchi edifici. Quando, dieci anni fa vide l'annuncio in Internet, Evelyne Mayer lo seppe immediatamente: questa è la casa giusta. un vecchio casale turgoviese del diciottesimo secolo con una suggestiva facciata a graticcio e annesso edificio un tempo adibito a officina per carri. «La casa era così accogliente e ricca di fascino che mi ha subito convinta», afferma Evelyne Mayer. Suo marito era più prudente: «L'edificio era effettivamente in ottimo stato, ma l'infrastruttura era piuttosto antiquata. Una cosa mi era chiara: qui ci aspetta un sacco di lavoro!»

Per cinque anni i Mayer hanno vissuto nel casale, raccolto idee, svolto colloqui con esperti e cercato l'architetto giusto. «Volevamo prenderci il tempo per sviluppare una nostra visione. Non provenendo dal settore edilizio, abbiamo dovuto fare molte ricerche», spiega Tito Mayer. Si sono quindi messi al lavoro e nel corso dei successivi cinque anni hanno realizzato la loro casa dei sogni. «Il primo anno è stato molto intenso», dice Evelyne Mayer. Hanno lavorato ogni sera e ogni fine settimana – vivendo nello stesso tempo nella casa. Grazie alle conoscenze ingegneristiche di Tito Mayer sono riusciti a svolgere molti lavori autonomamente. Ora manca solo l'ultimo tassello del puzzle: «Adesso sto costruendo il balcone. Poi avremo finito», spiega Tito Mayer, che nel frattempo ha allestito il proprio ufficio da ingegnere nella vecchia officina per carri.

Il risultato? «Siamo molto felici», convengono entrambi. Lavorare con il vecchio materiale ha dato loro grande piacere. «Abbiamo imparato molte cose e ristruttureremmo un'altra vecchia casa in qualsiasi momento. I Mayer passano in rassegna il risultato:

 

Wagnerei cucina

«Volevamo mantenere intatta la vecchia struttura e nello stesso tempo disporre di un comfort abitativo moderno. In tutta la casa vale quindi il principio: ciò che è vecchio resta vecchio e ciò che è nuovo deve creare un contrasto. Questo vale anche per la cucina: abbiamo smontato la cucina a legna, l'abbiamo ripulita, ricostruito parti difettose e in seguito l'abbiamo rimontata insieme al fumista. Abbiamo integrato gli elementi originali, come la vecchia parete in pietra, con una cucina molto moderna».

Wagnerei soggiorno

«Le stanze – soggiorno compreso – sono spaziose. Abbiamo ottenuto questo risultato eliminando talvolta i muri interni. Per noi era molto importante mantenere le vecchie travi e le vecchie strutture. I nostri desideri e le nostre idee erano in linea con quelli della tutela dei monumenti. Poiché abbiamo conservato molto della struttura originale, abbiamo beneficiato di un contributo finanziario dell'autorità di tutela dei monumenti e del comune».

Wagnerei salotto

«Quando l'abbiamo comprata, la casa non era isolata. Oggi, dopo la ristrutturazione, per l'intera casa consumiamo la stessa energia necessaria prima per tre stanze. Abbiamo realizzato dei riscaldamenti a parete e applicato un intonaco in argilla. Questa crea un'atmosfera meravigliosamente calda. La stufa in maiolica è stata completamente rifatta: è tanto romantica e accogliente – ed è davvero adeguata alla casa. Abbiamo acquistato le piastrelle presso la Denkmal Stiftung Thurgau (Fondazione per la tutela dei monumenti Turgovia). Il riscaldamento è integrato da un sistema a gas, il cui calore viene distribuito tramite le pareti».

Wagnerei scala

«È quasi impossibile immaginarlo: qui prima non c'erano scale! C'erano la stalla e il pozzo nero e, di sopra, il vecchio bagno e la lavanderia. Era una struttura che non valeva la pena conservare per cui abbiamo optato per un ampio vano scale. Tenevamo alla struttura delle scale: volevamo fosse leggera e facesse passare la luce. Ne siamo convinti: siamo riusciti nell'intento!»

 

 

l'Autore
Stefanie Rigutto