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«In caso di febbre dell‘oro, non investire nei cercatori d‘oro, bensì nelle pale»

Molti investitori desiderano essere coinvolti in tematiche di tendenza e ottenere profitti cospicui. Un noto detto del mercato azionario recita così: «Nella corsa all'oro, non investite nei cercatori d‘oro, ma nelle pale.» Ma che cosa c‘è dietro questo consiglio?

Roland Kläger

Roland Kläger

Responsabile Investment Solutions, Raiffeisen Svizzera

«In caso di febbre dell‘oro, non investire nei cercatori d‘oro, bensì nelle pale.» Si tratta di una frase di André Kostolany, uno degli esperti di borsa e di finanza più famosi. André Kostolany ha lavorato per molto tempo come editorialista, scrittore e intrattenitore e gli si attribuiscono molte citazioni leggendarie sulla borsa. Roland Kläger, Responsabile Investment Solutions di Raiffeisen Svizzera, spiega nell‘intervista quanta verità si cela dietro questo consiglio.

Signor Kläger, questa pillola di saggezza sui cercatori d‘oro cosa significa?

R. K.: L‘asserzione ricorda il fatto che durante la febbre dell‘oro è più ragionevole investire nell‘equipaggiamento necessario per trovare l‘oro. In altre parole: se tutti salgono sul treno, presi dalla febbre dell‘oro, la vendita delle pale salirà moltissimo, poiché tutti i cercatori d‘oro avranno bisogno di pale per trovare l‘oro. L‘investimento in produttori di pale sarà pertanto redditizio, indipendentemente che i cercatori d‘oro troveranno l‘oro o meno.

 

Quanto è elevato il contenuto di verità di questo detto?

Ecco un esempio: con l‘avvento di Internet all‘inizio degli anni ‘90 nacque anche la necessità di cercare le informazioni desiderate tra gli innumerevoli contenuti della rete. C‘era quindi bisogno di motori di ricerca. Nacque così il modello aziendale di Yahoo e dell‘oggi onnipresente Google, il leader di mercato appartenente al gruppo Alphabet. Oppure in tema di criptovalute: anziché investire direttamente in criptovalute come Bitcoin e simili, il cui valore può oscillare molto, vale piuttosto la pena investire nella tecnologia blockchain che ne sta alla base, ovvero in aziende attive in questo settore. Questo detto contiene quindi un elevato contenuto di verità.

 

Allontanarsi dal livello metaforico: perché si dovrebbe investire nell‘oro?

Investire oltre che nelle pale anche nell‘oro, non è sbagliato. In questo contesto è importante la parola «correlazione»: poiché i mercati finanziari sono strettamente interconnessi e collegati, la variazione di valore di un titolo o di un investimento può avere un grande impatto su altri titoli e investimenti. Maggiore è la correlazione – ossia l‘interazione tra due investimenti – maggiore è il rischio complessivo per l‘investitore. Infatti, se tutti gli investimenti sono collegati tra loro (correlati), sussiste il rischio che in caso di andamento negativo la perdita si estenda a tutti i titoli.
L‘oro, tuttavia, presenta una correlazione bassa con le altre classi d‘investimento. Vale a dire: una variazione delle quotazioni dei titoli influisce in misura minima sul prezzo dell‘oro. In alcuni casi il prezzo dell‘oro addirittura sale quando i corsi azionari scendono, ossia la correlazione è «inversa» o «negativa». Pertanto, può essere utile aggiungere l‘oro al portafoglio, per ottenere una maggiore diversificazione e minimizzare il rischio. Raiffeisen Gold ETF Solid Gold e Solid Gold Ounces offrono una possibilità semplice di investire in oro – l‘oro è inoltre depositato fisicamente e, all'occorrenza, può essere ritirato.

 

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