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Intervista a Fabio Pedroli per i suoi 25 anni in Raiffeisen
Com’è cambiata la banca negli ultimi 25 anni?
Quando ho iniziato eravamo in una piccola struttura che contava una decina di impiegati. Oggi, dopo 25 anni, siamo circa sessanta impiegati suddivisi in 4 agenzie.
Non avevamo computer performanti come oggi. Ricordo che per impartire gli ordini di borsa bisognava telefonare in sede a San Gallo mentre oggi si parla addirittura di intelligenza artificiale.
Quali sono i valori radicati nella nostra cultura?
Quello che secondo me è il valore più importante è la vicinanza alla clientela ascoltandola e dandole l’appropriata consulenza secondo le diverse esigenze.
Siamo ben radicati nella regione e il nostro operato è mirato alle esigenze locali.
Cosa ci contraddistingue?
La cosa più importante è la vicinanza e l’empatia verso i nostri clienti. Ascolto, comprensione e competenza sono elementi presenti nel nostro Istituto.
Siamo una banca giovane con persone innovative e preparate.
Come vede l’evoluzione della banca nei prossimi anni?
Credo che ci saranno profondi cambiamenti legati alla richiesta di profili con una comprovata formazione ed elevate competenze tecniche nell’ambito delle nuove tecnologie.
Ritengo comunque che sia sempre centrale e fondamentale mantenere l’attenzione sulla capacità di relazionarsi con la clientela. Le abitudini della clientela sono in continua evoluzione. Questo spinge la banca verso l’analisi e l’introduzione di nuovi canali di distribuzione e verso l’ottimizzazione della presenza fisica agli sportelli.
Penso comunque che sarà necessario porre sempre la dovuta attenzione alle esigenze e alle abitudini della clientela meno giovane che predilige il contatto.
In ogni caso, come dicevo prima, il nostro Istituto può contare su giovani preparati e innovativi anche se secondo me l’esperienza rimarrà sempre un fattore importante. Non dobbiamo dimenticare quel passato che ci ha aiutato a crescere ed arrivare fino ai nostri giorni. Ricordo che quando ho iniziato l’apprendistato non c’erano computer ma unicamente macchine da scrivere: si faceva quasi tutto manualmente.