Portfolio Manager Report

Dopo un inizio d'anno turbolento, nel secondo trimestre i mercati finanziari hanno registrato una forte ripresa, che tuttavia è stata unilaterale e poggia su basi fragili. Intanto, la dichiarazione d'intenti tra Iran e Stati Uniti e gli sforzi per l'apertura dello Stretto di Hormuz danno speranza.

Podcast 2° trimestre 2026

Messaggi chiave

  • Nell'ultimo trimestre, i mercati finanziari non si sono mostrati impressionati dal conflitto iraniano e si sono ripresi. Abbiamo ridotto la sottoponderazione nelle azioni europee e dei paesi emergen-ti.
  • L'aumento dell'inflazione lascia poco spazio per un allentamento della politica monetaria.
  • La situazione rimane incerta anche dopo la firma della dichiarazione d'intenti tra l'Iran e gli USA. Manteniamo nel complesso un posizionamento difensivo.

Performance 

Grafico Performance 2° trimestre 2026

Fonti: Bloomberg, Raiffeisen Svizzera Portfolio Management

Retrospettiva

Nonostante le grandi incertezze legate al conflitto in Medio Oriente, i mercati hanno rapidamente distolto l'attenzione da questo tema. A metà giugno, con la dichiarazione d’intenti, è stato possibile aprire le trattative tra l'Iran e gli USA. In questa dichiarazione in 14 punti, i due paesi ribadiscono, in particolare, di lavorare per la fine immediata della guerra su tutti i fronti e per l'apertura dello Stretto di Hormuz. Quest'ultimo è molto importante per l'andamento dell'inflazione e per i mercati finanziari, poiché attraverso questo snodo marittimo transitano il 20% del petrolio e del gas naturale a destinazione globale e altri beni essenziali.

Intanto le conseguenze della chiusura dello Stretto di Hormuz si rispecchiano nei dati sull'inflazione. Pertanto, i riflettori erano puntati sulla reazione delle banche centrali all'aumento dell'inflazione. A metà giugno, la Banca centrale europea (BCE) è stata la prima banca centrale ad aumentare – per la prima volta dopo tre anni – il tasso di riferimento di 0.25 punti percentuali. Anche la Bank of Japan ha aumentato i suoi tassi di riferimento di un quarto di punto. Al contrario, sia la Banca nazionale svizzera (BNS) che la Fed hanno lasciato invariati i rispettivi tassi di riferimento. L'intervento del nuovo Presidente della Fed, Kevin Warsh, era atteso con grande impazienza. Da un lato, negli Stati Uniti vi è pressione politica verso un calo dei tassi, dall'altro, tuttavia, i dati sull'inflazione sono però piuttosto favorevoli a una politica monetaria più restrittiva. Siccome per il momento non si prevedono più riduzioni dei tassi di riferimento, nel complesso manteniamo una sottoponderazione nelle obbligazioni.

Nel secondo trimestre, il principale fattore trainante per i mercati azionari è stato di nuovo il boom dell'intelligenza artificiale, di cui hanno fortemente beneficiato in particolare le borse statunitensi e le azioni dei paesi emergenti. Nel secondo trimestre, anche il mercato azionario svizzero ed europeo hanno registrato una netta crescita, tuttavia meno marcata a causa della minore ponderazione del settore tecnologico. In termini relativi, la valutazione del mercato azionario svizzero ci sembra più interessante, per cui manteniamo la nostra sovraponderazione. All'inizio di aprile si è delineata una tregua nella guerra in Iran. In seguito a questa previsione più positiva, abbiamo leggermente ridotto la nostra sottoponderazione nelle azioni europee e dei paesi emergenti. Inoltre, a fine maggio abbiamo realizzato gli utili accumulati durante il rally di ripresa.

Manteniamo la nostra sovraponderazione negli immobili svizzeri, poiché i fattori strutturali, il contesto dei tassi bassi e la ridotta attività edilizia continuano a favorire questo settore.

La previsione di un aumento dei tassi della Fed e l'USD sempre più forte hanno continuato a pesare sul prezzo dell'oro anche nel secondo trimestre. L'oro come valore reale offre protezione contro l'inflazione, ma nel breve termine può trovarsi sotto pressione in caso di aumento dei tassi. I fattori strutturali – soprattutto la domanda delle banche centrali e la bassa correlazione con altre classi d'investimento – rimangono intatti. Continuiamo a mantenere la nostra sovraponderazione tattica.

 

Prospettive

Anche dopo la firma della dichiarazione d'intenti tra l'Iran e gli USA, la situazione in Medio Oriente rimane incerta. I negoziati per un accordo sono appena iniziati, ma permangono molte incertezze. Sarà determinante la rapidità con cui i prezzi del petrolio e del gas torneranno alla normalità e a quali livelli, nonché la stabilizzazione dell'inflazione. Manteniamo un posizionamento difensivo e seguiremo attivamente l'andamento dei mercati anche durante i mesi estivi, tradizionalmente più tranquilli.

Pubblicazione «Portfolio Manager Report»

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