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Commento sul mercato – Uno sguardo alla settimana borsistica

La guerra in Iran causa incertezza anche alla terza settimana e penalizza le borse. Le riduzioni dei tassi delle banche centrali vengono rimandate dagli elevati prezzi dell'energia. A livello imprenditoriale vi sono però senz'altro aspetti positivi.

20.03.2026

Continua il sentiment negativo delle borse

La ripresa è stata breve. Lo Swiss Market Index (SMI) ha perso terreno anche nella terza settimana della guerra in Iran. La speranza di una rapida fine del conflitto si affievolisce e genera incertezza tra gli investitori. La Stadler Rail è riuscita a sottrarsi a questo clima negativo: i risultati e le prospettive del costruttore ferroviario sono stati accolti positivamente. L'utile dell'ultimo esercizio è quasi raddoppiato. Nonostante un leggero scostamento dal consenso degli analisti, il titolo ha reagito bene. Ciò è dovuto al mantenimento delle previsioni per il 2026 e al fatto che all'inizio della settimana il titolo era sceso a un minimo storico. Per la banca online Swissquote, una buona performance era attesa sulla base dei dati di riferimento già pubblicati. L'aumento dell'utile è stato alimentato anche dalla rivalutazione della partecipazione nell'affiliata dell'app Yuh. Gli azionisti beneficiano di un forte aumento dei dividendi, ma mettono sempre più in discussione le prospettive di crescita. Il difficile contesto del settore dei media si riflette sul risultato di TX Group: rispetto all'anno precedente, il fatturato è diminuito. Il raddoppio dell'utile operativo è dovuto a riduzioni dei costi. L'unità più redditizia è TX Markets, che include anche Swiss Marketplace Group (SMG), quotata in borsa da settembre. Anche SMG ha presentato i risultati annuali, con aumento del fatturato e dei margini. Poiché risultati e prospettive erano in linea con le aspettative, i titoli hanno subito pressioni.

 

La settimana delle decisioni delle banche centrali

Il contesto è cambiato. La guerra in Iran e i prezzi elevati del petrolio hanno alimentato le aspettative inflazionistiche. I tagli dei tassi sono quindi sempre meno probabili. Non sorprende che le banche centrali di Stati Uniti, Europa, Giappone, Regno Unito e Svizzera abbiano lasciato i tassi invariati questa settimana. Negli Stati Uniti, l'aumento dei prezzi alla produzione, indicatore anticipatore dell'inflazione, segnala un possibile rialzo dell'inflazione e una prolungata pausa dei tassi.

Umore negativo in Germania

Con la guerra in Iran le prospettive per l'economia tedesca sono peggiorate. Il barometro congiunturale del Centro per la ricerca economica europea (ZEW) è crollato da 58.3 a -0.5 punti, ben al di sotto della media quinquennale di 17.1. Si teme che l'aumento dei prezzi dell'energia dovuto al conflitto alimenti l'inflazione e freni la ripresa economica.

 

L'IA entra in una nuova fase

Le notizie sull'intelligenza artificiale sono state varie questa settimana. Il CEO di Nvidia ha raddoppiato la recente previsione di fatturato per il 2027 da USD 500 miliardi a 1'000 miliardi, grazie alla crescente diffusione e all'apertura di nuovi mercati. Per il momento non si è visto un forte rialzo del titolo, ma allo stesso tempo il target price medio a 12 mesi è circa del 50% superiore al valore attuale. Secondo indiscrezioni, la casa madre di Facebook, Meta, valuta un taglio del 20% del personale per risparmiare circa USD 6 miliardi. Rispetto agli investimenti in IA, stimati tra 115 e 135 miliardi di dollari, sembra però solo una goccia nel mare. Che l'IA sia già realtà lo dimostra il gruppo farmaceutico Roche, che sta costruendo una fabbrica di IA per sfruttare meglio i dati, accelerare la ricerca e ridurre i tempi di sviluppo.

 

UniCredit punta ad acquisire Commerzbank

All'inizio della settimana UniCredit ha lanciato un'offerta per acquisire la tedesca Commerzbank. Si tratta di un'offerta di scambio in cui gli azionisti Commerzbank possono convertire le proprie azioni in titoli UniCredit. Gli italiani detengono attualmente il 29.9% e intendono avviare un dialogo costruttivo. Mentre la direzione di Commerzbank e il governo federale parlano di acquisizione ostile, i titoli Commerzbank continuano a salire. Il mercato sembra prevedere l'acquisizione, ma a un prezzo più elevato.

In agenda

E quindi?

Martedì prossimo saranno pubblicati i dati degli indici dei responsabili degli acquisti (PMI), che sono considerati indicatori anticipatori della congiuntura e, alla luce della guerra in Iran, assumono particolare rilevanza.

In primo piano

Domanda sostenuta di fertilizzanti

Le azioni dei produttori di fertilizzanti, come Yara e K+S, sono aumentate dall'inizio della guerra in Iran. Poiché gran parte delle materie prime contenute nei fertilizzanti è prodotta in Medio Oriente, si profilano rischi di carenza di approvvigionamento, con conseguenti aumenti dei prezzi.

Grafico della settimana

«Rien ne vas plus»

Numero di attraversamenti dello Stretto di Hormuz compiuti da petroliere

Grafico della settimana

Fonti: Bloomberg, Raiffeisen Svizzera CIO Office

In questo momento nessuna petroliera attraversa più lo Stretto di Hormuz. È quanto emerge dai dati cumulativi a 7 giorni. Oltre al timore di un attacco, il motivo risiede nel fatto che nessuna assicurazione copre un tale rischio a un prezzo ragionevole. Le conseguenze sono chiare: l'offerta globale di petrolio diminuisce di un quinto e il prezzo aumenta. Di conseguenza si intensifica la dinamica inflazionistica in tutto il mondo. Il rischio è che l'Iran possa mantenere chiuso lo stretto per un periodo di tempo prolungato e a subirne le conseguenze è il mondo intero.

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