Il tasso zero della BNS è adeguato
28.05.2026
Andamento dei tassi dal 2000
Il conflitto iraniano ha ridotto l'offerta di energia. Anche se l'accordo di pace dovesse reggere, ci vorrà del tempo prima che la situazione si normalizzi sul fronte degli approvvigionamenti. All'economia globale è già stato procurato un danno e la pressione sui prezzi è aumentata. In Svizzera, però, l'inflazione rimane molto più bassa nel confronto internazionale. Grazie alla quota ridotta dell'energia nelle spese per i consumi e alla forza del franco, l'inflazione aumenta in modo solo moderato.
Diversamente dalla Banca centrale europea (BCE), che a giugno ha aumentato i tassi, la Banca nazionale svizzera (BNS) non si preoccupa dell'inflazione e ritiene adeguato il proprio tasso zero. Per i banchieri centrali il rischio principale sta nella domanda globale e nel tasso di cambio, anche se a medio termine una fine del conflitto iraniano può comportare un miglioramento della congiuntura internazionale.
Di conseguenza, la BNS conferma di essere pronta a intervenire sul mercato delle divise se ciò dovesse rendersi necessario per evitare una rivalutazione eccessiva. Il Presidente della BNS, Martin Schlegel, sottolinea comunque che l'allargamento delle differenze d'interesse ha fatto perdere un po' di valore al franco. Non vi è quindi alcuna necessità d'intervento urgente, diversamente che nel momento immediatamente successivo allo scoppio della guerra. A causa dell'incerta situazione geopolitica sussiste, tuttavia, il rischio di una forte pressione rialzista. La BNS ritiene di essere complessivamente molto ben posizionata, e questo suggerisce condizioni delle ipoteche SARON invariate e tassi a lungo termine molto stabili.
Ulteriori informazioni sono disponibili su raiffeisen.ch/tassi-ipotecari