Distorsioni cognitive (bias): i tranelli che ci tende il nostro cervello
Le persone tendono a essere vittima di preconcetti errati, spiega lo psicologo e neuroscienziato Benjamin Bargetzi. Conoscere questi meccanismi è molto importante per voi imprenditrici e imprenditori, ma anche per la gestione del vostro team. Imparate a conoscere questi sette bias cognitivi.
25.03.2026
Riconoscere i preconcetti errati
«Gli essere umani pensano spesso in modo irrazionale. Il 90-98 per cento delle informazioni quotidiane viene infatti elaborato in modo automatico e inconscio, spiega Benjamin Bargetzi. Questo sistema risale all'età della pietra ed è programmato per reagire fortemente a stimoli emotivi come la paura. I preconcetti, i cosiddetti cognitive bias o distorsioni cognitive, sono il risultato di questo meccanismo. Influenzano profondamente le nostre decisioni, anche nel ruolo di imprenditrici e imprenditori.
«Le figure di leadership farebbero bene a chiedersi se le loro preoccupazioni riguardo a un progetto di digitalizzazione siano davvero razionali o se sia il nostro sistema "dell'età della pietra" a reagire senza che ce ne accorgiamo», consiglia Bargetzi, specializzato nell'affiancare aziende nella trasformazione digitale. «Anche nella comunicazione con i propri collaboratori, i dirigenti devono tenere conto della fallibilità del cervello umano. Altrimenti si perdono opportunità.»
Questi sette bias cognitivi dovrebbero essere noti a ogni leader
1. Availability heuristic
2. Confirmation bias
3. Dunning-Kruger bias
4. Avversione alla perdita
5. Ownership bias
6. Sunk cost fallacy
7. Superiority bias
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Benjamin Bargetzi
Keynote speaker tra i 30 migliori in Europa e CEO di Bargetzi & Company Group
Benjamin Bargetzi è considerato uno dei 30 keynote speaker di maggior successo in Europa ed è riconosciuto a livello internazionale come neuroscienziato, investitore tech, esperto di IA e specialista in change management e innovazione. Ha studiato e svolto attività di ricerca nel campo delle neuroscienze e della psicologia presso alcune delle università più prestigiose al mondo (Oxford, Londra, Singapore e Zurigo) per poi ricoprire posizioni dirigenziali in Google e Amazon. Oggi è CEO e fondatore di un'azienda svizzera di software che sviluppa soluzioni IA di alto livello per diverse aziende e al contempo offre un affiancamento olistico ad azienda e dirigenti nei processi di trasformazione.