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Il reddito dopo il pensionamento

10.04.2026

Cosa c'è da sapere

  • Il reddito garantito dall'AVS e dalla cassa pensioni perlopiù copre solo dal 50 al 70 per cento dell'ultimo salario.
  • Le spese di sostentamento dei pensionati spesso diminuiscono meno di quanto si pensi.
  • L'allestimento del budget permette di chiarire meglio la situazione finanziaria in età avanzata.
  • È importante individuare per tempo le lacune di reddito e colmarle per quanto possibile.
  • Tra le soluzioni più valide per colmare le lacune si annoverano i versamenti nel pilastro 3a e i riscatti nella cassa pensioni.

Fatti sul reddito dopo il pensionamento

Dopo il pensionamento la situazione finanziaria cambia radicalmente. A seconda del reddito precedente e dell'istituto di previdenza, le prestazioni dell'AVS e della cassa pensioni sono di circa il 30-50 per cento inferiori rispetto all'ultimo salario. In genere tale importo non basta per mantenere il proprio tenore di vita.

Una pianificazione dettagliata del budget per il periodo dopo il pensionamento permette di capire un aspetto centrale, ossia se il denaro sarà sufficiente in età avanzata. Infatti, prima si individuano le lacune, prima si potranno adottare misure per colmarle, ad esempio mediante riscatti nella cassa pensioni, versamenti nel pilastro 3a o investimenti in un piano di risparmio in fondi.

Quanto denaro ci si può aspettare?

In Svizzera i beneficiari di rendita percepiscono mensilmente in media circa 1'900 franchi dall'AVS e 2'300 franchi dalla cassa pensioni, per un totale di 4'200 franchi al mese. Il salario mediano delle persone di età compresa tra i 50 e i 65 anni, pari a circa 7'500 franchi, è tuttavia nettamente più elevato. Le prestazioni del 1o e del 2o pilastro corrispondono quindi in media solo a poco meno del 56 per cento dell'ultimo salario. Questa percentuale è addirittura ancora più bassa se il reddito da lavoro era particolarmente elevato prima del pensionamento.

Come si compone il reddito dopo il pensionamento

Dopo il pensionamento, il reddito percepito durante lo svolgimento dell'attività lucrativa viene sostituito dalle prestazioni dell'AVS (1o pilastro) e della previdenza professionale (2o pilastro). A ciò si aggiungono fondi della previdenza privata e altro patrimonio accumulato. Ecco una panoramica delle principali fonti di reddito:

 

  • L'importo della rendita AVS dipende tra l'altro dal reddito medio e dal numero di anni contributivi. La mancanza di anni di contribuzione, ad esempio a causa di interruzioni prolungate dell'attività lavorativa, provoca riduzioni della rendita. La rendita minima mensile ammonta a 1'260 franchi, mentre quella massima a 2'520 franchi al mese. Le coppie di coniugi e di partner registrati percepiscono congiuntamente al massimo 3'780 franchi (dato aggiornato al 2026). Dal 2026 si aggiunge anche una 13a mensilità AVS, il cui importo presunto può essere determinato con il calcolo della rendita futura.
  • L'ammontare del capitale di vecchiaia accumulato nella previdenza professionale (cassa pensioni) cambia da persona a persona e dipende dal reddito, dal grado di occupazione e dal piano di previdenza della propria cassa pensioni. Un reddito basso (ad esempio in caso di lavoro a tempo parziale) si traduce in un avere di vecchiaia inferiore. Il certificato della cassa pensioni fornisce informazioni sull'avere disponibile e sulle prestazioni previste sotto forma di rendita.
  • La previdenza privata (pilastro 3a) è facoltativa e serve a colmare eventuali lacune previdenziali e a costituire il patrimonio. Può essere gestita sotto forma di conto o fondo previdenziale tramite una banca o un'assicurazione ed è deducibile dalle imposte. L'ammontare del patrimonio dipende dai versamenti annuali e dal rendimento conseguito.

Esempio di calcolo: conto del pilastro 3a vs fondo previdenziale

Il signor Poli e il signor Bernasconi si occupano entrambi della loro previdenza privata e versano annualmente l'importo massimo nel pilastro 3a. Il signor Poli deposita il denaro risparmiato su un conto previdenza, mentre il signor Bernasconi investe in un fondo previdenziale con la strategia d'investimento «Crescita».

 

Dopo 15 anni, si delinea il seguente quadro:

  • Signor Poli (conto):
    Patrimonio accumulato: 118'000 franchi
  • Signor Bernasconi (fondo previdenziale, rendimento atteso del 4% all'anno):
    Patrimonio accumulato: 151'144 franchi

Questo esempio mostra come una soluzione basata su fondi possa influire positivamente sulla costituzione di patrimonio. Vale quindi la pena confrontare le diverse forme di previdenza, prestando grande attenzione a scegliere soluzioni in linea con la propria capacità di rischio e propensione al rischio.

Domanda chiave: sarà sufficiente?

L'adeguatezza delle risorse finanziarie dopo il pensionamento dipende essenzialmente da due fattori: le entrate disponibili e le spese attese. Mentre determinare le entrate è relativamente semplice, ad esempio sulla base del calcolo della rendita futura (AVS), del certificato della cassa pensioni e di altre fonti di reddito (ad es. redditi da affitti, proventi da titoli), la stima delle uscite future è molto più complessa, ma al tempo stesso fondamentale. Infatti, molte persone pensano che le spese diminuiranno durante la pensione, mentre in realtà spesso non cambiano di molto, calano solo in misura minima o possono addirittura aumentare, soprattutto in caso di elevate spese sanitarie e per le cure in età avanzata.

Come regola generale, ricordate che le spese di sostentamento dei pensionati si aggirano tra l'80 e il 90 per cento delle spese precedenti. Se tale importo non può essere coperto con le entrate previste si è in presenza di una lacuna di reddito ed è necessario adeguare il budget o adottare ulteriori misure di risparmio. Anche in questo caso, prima pianificate e meglio sarete preparati alla pensione, soprattutto in periodi di inflazione sostenuta e di aumento dell'aspettativa di vita.

Se non potete finanziare il vostro sostentamento con il reddito del 1o e del 2o pilastro e con i vostri risparmi, potreste avere diritto a delle prestazioni complementari.

Quando la lacuna di reddito supera le previsioni

Il reddito sotto forma di rendita del 1o e del 2o pilastro, ossia dell'AVS e della cassa pensioni, nella maggior parte dei casi copre solo dal 50 al 70 per cento del salario precedente (in beige). Ma per mantenere il tenore di vita abituale, di norma serve circa l'80-90 per cento dell'ultimo reddito. La differenza, di solito pari al 20-30 per cento circa, rappresenta la cosiddetta lacuna di reddito o previdenziale (in rosso). Posticipare il pensionamento può ridurre la lacuna di reddito, poiché comporta maggiori prestazioni sotto forma di rendita (in turchese) dall'AVS e dalla cassa pensioni.

Grafico a colonne Finanze nella terza età

Il pensionamento anticipato o parziale, invece, acuisce il problema. Infatti, il prelievo anticipato si traduce in riduzioni a vita delle prestazioni. Nel caso della rendita della cassa pensioni, a seconda del regolamento la riduzione può oscillare tra il 5 e il 10 per cento per anno di prelievo anticipato, mentre nel caso dell'AVS può aggirarsi intorno al 7 per cento. Anche se nell'esempio riportato di seguito viene prelevata anticipatamente solo la rendita della cassa pensioni (in viola chiaro), la lacuna previdenziale (in rosso) rimane comunque per tutta la vita superiore a quella che si avrebbe in caso di pensionamento ordinario a 65 anni. 

Grafico sul divario di reddito

Colmare la lacuna di reddito

Prima vi fate un'idea di tutte le entrate e le uscite durante la pensione, più tempo avrete per individuare e colmare potenziali lacune di reddito. Procedete come segue:

  1. Allestite un budget e verificate se le entrate previste dopo il pensionamento saranno sufficienti a coprire le vostre spese.
  2. Se dovesse emergere una lacuna di reddito, calcolate l'ammontare del capitale supplementare necessario per colmarla. Esempio di calcolo: in caso di una lacuna di reddito mensile di 1'500 franchi, al momento del pensionamento avrete bisogno di un patrimonio di circa 311'000 franchi (con un rendimento netto ipotizzato dell'1.5 per cento) per poterla colmare in 20 anni.
  3. Definite una strategia per colmare la lacuna: i riscatti nella cassa pensioni, i versamenti e i versamenti supplementari retroattivi nel pilastro 3a o un piano di risparmio (in fondi) sono misure adeguate per costituire il capitale necessario. È importante non lasciare i risparmi inutilizzati sul conto, ma investirli in base al proprio profilo di rischio personale (propensione al rischio e capacità di rischio). Infatti, a causa dell'inflazione e dei tassi d'interesse bassi, il patrimonio sul conto perde costantemente valore.

Ecco come calcolare il budget per la pensione

Dopo il pensionamento le spese cambiano. L'obiettivo della pianificazione del budget è stimare in modo realistico le future esigenze finanziarie e confrontarle con le entrate previste, in modo da poter intervenire per tempo con adeguamenti o ulteriori misure di risparmio in caso di divergenze.

 

Per prima cosa, l'ideale è allestire un budget della situazione attuale prima del pensionamento. Questa valutazione permette di ricavare il futuro budget per la pensione e di individuare subito gli ambiti in cui si dovrà risparmiare. Un budget completo comprende le seguenti voci:

  • Entrate regolari: salario o rendita AVS e rendita della cassa pensioni.
  • Consumo del patrimonio: prelevamenti pianificati dal patrimonio (tra cui prelievi di capitale dalla cassa pensioni, averi previdenziali privati, altri risparmi).
  • Spese fisse: affitto o ipoteca, imposte, premi della cassa malati, assicurazioni, abbonamenti come telefono, Internet e mezzi pubblici, appartenenza ad associazioni, ecc. Queste spese rimangono stabili su base mensile e di norma sono facilmente determinabili.
  • Costi variabili: ristoranti, attività per il tempo libero, viaggi, regali o acquisti importanti. In questa voce risiede spesso il maggiore potenziale di risparmio. Dato che tali costi variano notevolmente, si consiglia di registrare le spese in modalità digitale per due o tre mesi o di raccogliere tutte le ricevute. In seguito, si potrà calcolare un valore medio.

Consiglio: allestite diverse varianti, come ad esempio un budget minimo e uno massimo. Per stabilire le priorità, può essere utile suddividere le spese in «necessarie» e «non necessarie». Avvaletevi del calcolatore interattivo del budget per effettuare questa ripartizione.

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