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Pianificazione patrimoniale in pensione

10.04.2026

Tutto ciò che occorre sapere

  • Anche i beneficiari di rendita dovrebbero investire parte del loro patrimonio.
  • Il prelievo del patrimonio previdenziale è soggetto a imposte.
  • Il prelievo scaglionato riduce l'onere fiscale.
  • Una pianificazione tempestiva evita sorprese a livello di sostenibilità dell'abitazione di proprietà.
  • Chi, dopo il decesso, desidera che il patrimonio sia suddiviso in base alle proprie volontà deve redigere un testamento o un contratto successorio. 

La pianificazione patrimoniale in pensione

La pianificazione della pensione va oltre la costituzione di patrimonio per la terza fase della vita. Prevede anche di strutturare il patrimonio in modo adeguato al di là del momento del pensionamento. L'attenzione si concentra sui due principali beni patrimoniali delle persone residenti in Svizzera: gli averi previdenziali e la proprietà di abitazione. Dal modo in cui si sceglie di gestirli dipendono costi, ripercussioni a livello fiscale e conseguenze finanziarie a lungo termine.

In caso di prelievo del capitale dalla previdenza, il fattore imposte gioca un ruolo decisivo. Una pianificazione accorta può ridurre notevolmente l'onere fiscale. Allo stesso tempo, il denaro prelevato andrebbe investito in modo opportuno per proteggerlo da una lenta perdita di potere d'acquisto.

I proprietari di abitazione devono capire se restare nella propria casa dopo il pensionamento è una soluzione sostenibile sul piano finanziario e se l'abitazione di proprietà può soddisfare le esigenze personali anche in età avanzata. 

Infine, una pianificazione patrimoniale completa prevede anche la regolamentazione della successione. Solo chi stabilisce per tempo le proprie volontà in merito alla trasmissione del patrimonio e all'assistenza sanitaria (mandato precauzionale, direttive del paziente) ha la certezza che i propri desideri vengano poi rispettati e realizzati.

Patrimonio previdenziale: attenzione alle imposte

Durante la vita lavorativa, la previdenza offre diverse possibilità per risparmiare sulle imposte: i versamenti nel pilastro 3a, i riscatti nella cassa pensioni e maggiori contributi di risparmio volontari nella previdenza professionale riducono il reddito imponibile. Allo stesso tempo, il capitale vincolato nella previdenza e i relativi proventi non rientrano nel patrimonio imponibile.

Ma ciò non significa che restino esenti da imposte: la tassazione viene semplicemente rimandata. Non appena il capitale previdenziale viene prelevato dalla cassa pensioni, dai conti di libero passaggio o dal pilastro 3a, si applica un'imposta sulle prestazioni in capitale. Sebbene quest'ultima sia generalmente inferiore all'imposta sul reddito ordinaria, molti Cantoni applicano un modello fiscale progressivo. Ciò significa che in caso di importi elevati l'onere fiscale aumenta in modo più che proporzionale. Inoltre, vengono sommati tutti i prelievi di capitale di un anno, compresi quelli di coniugi e partner di unioni domestiche registrate.

Scaglionando su più anni i vostri prelievi di capitale ed eventualmente coordinandoli con la vostra o il vostro partner, potrete ridurre questa progressione e risparmiare sulle imposte. Ecco le vostre possibilità:

  • Cassa pensioni: chi sceglie il prelievo di capitale, in linea di principio deve prelevare l'intero capitale di vecchiaia al momento del pensionamento. In caso di pensionamento parziale è tuttavia possibile effettuare un prelievo scaglionato in un massimo di tre fasi non prima dei 58 anni e non oltre i 70 anni.
  • Conto di libero passaggio: l'avere disponibile su un conto di libero passaggio deve essere prelevato in una sola volta. Il prelievo può essere effettuato a partire da cinque anni prima del raggiungimento dell'età di riferimento. Chi continua a esercitare un'attività lavorativa può tuttavia rinviare il prelievo di un massimo di cinque anni dopo il raggiungimento dell'età di riferimento. Regolamentazione transitoria: chi raggiunge l'età di riferimento prima del 1o gennaio 2030 può rinviare il prelievo anche senza attività lucrativa al più tardi entro la fine del 2029 e per un massimo di cinque anni dopo il raggiungimento dell'età di riferimento.
  • Pilastro 3a: anche il conto del pilastro 3a deve sempre essere chiuso per intero – al più presto cinque anni prima del raggiungimento dell'età di riferimento. Chi continua a lavorare può rinviare il prelievo al massimo fino al compimento del 70o anno di età.

Consiglio: aprire più conti 3a

Per evitare imposte elevate al momento della chiusura di un conto del pilastro 3a ha senso aprire più conti 3a. Potete suddividere i vostri versamenti ogni anno su diversi conti oppure aprire un nuovo conto non appena avete accumulato circa 50'000 franchi. In età avanzata procedete poi a chiudere questi conti uno alla volta, in un periodo di diversi anni. I fondi presenti su un conto del pilastro 3a devono infatti essere sempre prelevati in toto. 

Grafico a colonne Conto previdenziale

Investire dopo il pensionamento

Depositare l'avere previdenziale prelevato su un conto non è una soluzione ottimale a lungo termine, perché a causa dell'inflazione e dei bassi tassi d'interesse perde continuamente potere d'acquisto. Ha più senso analizzare per tempo il fabbisogno economico nella terza fase della vita e suddividere il capitale in una quota destinata al consumo, una destinata alla crescita e una riserva di emergenza.

  • Quota destinata al consumo: questa parte comprende i fondi necessari nei primi 10 anni dopo il pensionamento. Il consiglio è di investirli a basso rischio e con un grado elevato di liquidità, in modo da averli sempre a disposizione per coprire i costi correnti. Tra le forme d'investimento più adeguate si annoverano ad esempio conti di risparmio, obbligazioni a reddito fisso, azioni difensive e relative soluzioni in fondi.
  • Quota destinata alla crescita: i fondi che presumibilmente saranno necessari solo circa 10 anni dopo il pensionamento possono essere investiti a fronte di un rischio leggermente maggiore, e quindi anche di opportunità di rendimento più elevate. A questo scopo sono indicati in particolare i fondi con una quota azionaria maggiore. Oltre alle azioni, a seconda del profilo di rischio personale possono essere presi in considerazione anche altri investimenti, come immobili e oro.
  • Riserva di emergenza: in questo caso la parola d'ordine è «liquidità». La riserva di emergenza funge infatti da cuscinetto finanziario in caso di spese inaspettate.

Che ne sarà della mia abitazione di proprietà?

Anche se i prelievi di capitale sono stati pianificati in modo accurato, in genere i beneficiari di rendita hanno a disposizione meno denaro dopo il pensionamento. Questa situazione si ripercuote anche sulle questioni abitative, soprattutto per i proprietari di abitazioni.

Normalmente un'ipoteca deve essere ammortizzata entro il pensionamento a circa due terzi del valore dell'immobile. Inoltre l'abitazione di proprietà deve essere sostenibile anche nella terza fase della vita: dopo il pensionamento i costi abitativi possono ammontare al 38 per cento circa anziché al consueto 33⅓ per cento, poiché dal reddito sotto forma di rendita non vengono più detratte deduzioni sociali. Con ammortamenti tempestivi si può migliorare la sostenibilità al momento del pensionamento.

Chi desidera continuare a vivere nell'abitazione di proprietà dovrebbe prepararsi per tempo alla nuova situazione. A partire dai 45-50 anni circa, per i proprietari di abitazioni è consigliabile effettuare un calcolo della sostenibilità personalizzato e colmare eventuali lacune finanziarie. È inoltre importante considerare che gli interessi ipotecari attualmente bassi aumenteranno di nuovo nel lungo periodo. Si consiglia pertanto di effettuare il calcolo con un tasso d'interesse medio del 5 per cento circa. Inoltre, per le spese accessorie e di manutenzione è bene prevedere all'anno circa l'1 per cento del valore immobiliare.

Per poter valutare in modo realistico la propria situazione abitativa e pianificare tempestivamente gli interventi giusti, vale la pena fissare un colloquio con la propria Banca.

 

Consiglio: al momento gli interessi ipotecari effettivi sono nettamente inferiori all'aliquota indicativa del 5 per cento. Ricordate di mettere da parte come riserva la differenza, con cui possono essere effettuati anche ulteriori ammortamenti presso la Banca.

 

Rimanere nell'abitazione di proprietà è la soluzione più ovvia, ma non sempre la migliore. Oltre ai costi incidono anche il fabbisogno di spazio, gli oneri di manutenzione, la posizione (vicinanza a familiari e amici, negozi, assistenza medica, ufficio postale) e l'accessibilità. Nell'ambito di una pianificazione della pensione completa andrebbero quindi valutate anche altre opzioni, come la vendita dell'abitazione di proprietà o una sua tempestiva cessione alla generazione successiva.  

Pianificazione successoria: disposizioni in caso di decesso

La pianificazione patrimoniale include anche la regolamentazione della successione. Molte persone lasciano che sia la legge a decidere in merito alla ripartizione del loro patrimonio dopo il decesso. In assenza di volontà di diverso tenore, vale la successione legale. Ciò significa ad esempio che in caso di decesso di una donna sposata con due figli, il coniuge riceve la metà dell'eredità e i due figli un quarto ciascuno. Soprattutto quando sono coinvolti degli immobili, questa situazione può causare difficoltà, che si manifestano non solo sotto forma di conflitti che coinvolgono la sfera emotiva, ma anche di ostacoli finanziari, ad esempio quando una parte non è in grado di liquidare l'altra.

Chi desidera evitare conflitti e tutelare al meglio i propri cari dovrebbe pertanto attivarsi personalmente e definire le proprie volontà. Ecco i due strumenti principali a disposizione:

  • Testamento: il testamento è una dichiarazione di volontà unilaterale. Fanno fede solo le volontà della persona che scrive il testamento, con un'eccezione importante: determinati eredi, quali figli e coniugi, hanno un diritto legale minimo a una parte dell'eredità, la cosiddetta porzione legittima. Un testamento che viola tale diritto è impugnabile. 
  • Contratto successorio: il contratto successorio è una dichiarazione di volontà congiunta e vincolante di tutte le parti contrattuali. Le possibilità di regolamentazione in un contratto successorio sono più ampie rispetto a un testamento. Le coppie sposate possono ad esempio favorirsi reciprocamente al massimo, purché i figli coinvolti nel contratto rinuncino alle loro porzioni legittime.
Grafico Pianificazione pensionistica

La pianificazione successoria dovrebbe prevedere anche indicazioni su come agire in caso di incapacità di discernimento. Ecco i due strumenti principali a disposizione:

  • Mandato precauzionale: il mandato precauzionale stabilisce chi deve rappresentarvi nelle questioni personali, finanziarie o legali qualora doveste diventare incapaci di discernimento.
  • Direttive del paziente: nelle direttive del paziente indicate le vostre volontà in merito ai trattamenti medici. Potete nominare un rappresentante che funga da persona di riferimento per il personale medico e sia autorizzato a prendere decisioni per vostro conto.

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