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L'innovazione nasce dove gli errori sono consentiti

Il personale ha bisogno di margine d'azione per sperimentare cose nuove. Deve anche poter commettere errori e parlare apertamente. Katja Maurer, esperta di gestione dei processi e degli errori, spiega nell'intervista come fiducia e processi ben definiti aiutino a imparare dagli errori e a promuovere l'innovazione.

26.03.2026

Signora Maurer, che cosa caratterizza una buona cultura dell'errore?

Una buona cultura dell'errore si distingue per una comunicazione trasparente e per la fiducia reciproca. Consente inoltre di parlare apertamente degli errori, senza timore di accuse o conseguenze negative. Un elemento centrale è la sicurezza psicologica all'interno del team (si veda la spiegazione). Questa sicurezza si manifesta quando il personale trova il coraggio di dire fin da subito: «Ho fatto un pasticcio, possiamo darci un'occhiata insieme?» E idealmente questo dovrebbe avvenire prima di passare notti insonni o di tentare di risolvere il problema da soli a tutti i costi.

La sicurezza psicologica crea fiducia nell'azienda

La sicurezza psicologica è fondamentale per una collaborazione di successo all'interno dell'azienda. Significa che collaboratori e collaboratrici hanno il coraggio di presentare le proprie idee, porre domande e parlare apertamente dei propri errori, senza il timore di conseguenze negative. È fondamentale separare chiaramente gli errori dalle persone: se qualcosa va storto, non si punta il dito contro il singolo, ma si analizzano in modo sistematico le cause. Nei processi complessi, infatti, gli errori sono spesso il risultato di una catena di fattori che interagiscono tra loro. Solo attraverso un'analisi accurata delle cause l'azienda può imparare dagli errori e ottenere miglioramenti duraturi.

Perché è importante per le aziende?

Solo in un ambiente in cui si parla apertamente degli errori è possibile individuare i punti deboli e migliorare processi e sistemi. In questo modo gli errori non vengono semplicemente corretti, ma possono anche essere evitati in futuro. Proprio in tempi di forte pressione in termini di efficienza e costi, è ancora più importante valorizzare il sapere dei collaboratori: sono loro che vedono ogni giorno che cosa funziona bene e che cosa no.

 

Che cosa devono fare i dirigenti per creare un ambiente così?

Ascoltare attivamente, reagire con apprezzamento ai contributi e ammettere regolarmente i propri errori e le proprie incertezze. È fondamentale dare il buon esempio e parlare apertamente anche di decisioni non ottimali. Sicuramente questo richiede coraggio e capacità di riflessione, ma trasmette un segnale forte al team: è legittimo commettere errori e parlarne, ed è proprio questa la base di una sana cultura dell'errore. Una cultura che nasce ai vertici dell'azienda. Gli errori non devono essere interpretati come debolezza, bensì come un'opportunità di apprendimento.

«Gli errori non devono essere interpretati come debolezza, bensì come un'opportunità di apprendimento.»
Katja Maurer

Katja Maurer

Esperta di gestione dei processi e degli errori

Dove si verifica il maggior numero di errori e perché?

La maggior parte degli errori si verifica nei punti di interfaccia, dove i processi si intersecano e avvengono i passaggi di consegne. Spesso manca una comunicazione chiara e trasparente. Che cosa ci si aspetta? Entro quando e con quale qualità? Se un fornitore interno non sa perché il rapporto deve assolutamente essere pronto per domani entro le 8:00 e non un minuto più tardi, possono sorgere malintesi. È possibile evitarli fin dall'inizio definendo chiaramente aspettative e responsabilità.

 

Che cosa succede se i dirigenti non hanno tempo per tutto questo?

Una cultura dell'errore positiva non nasce da sola, richiede tempo, attenzione e forte impegno. Ma si tratta di un investimento a lungo termine: circa il 30% della giornata lavorativa è assorbito da correzioni e rielaborazioni. Ridurne anche solo una parte, consente di risparmiare parecchio tempo da dedicare ad attività strategiche o a processi di innovazione. Al contempo, una cultura dell'errore aperta promuove la responsabilità individuale: i collaboratori imparano a riconoscere le cause degli errori e a prendere decisioni. In questo modo non tutto dipende dai dirigenti e l'intero team cresce.

 

Per l'innovazione, quanto sono importanti la tolleranza agli errori e l'autonomia?

La tolleranza agli errori e l'autonomia sono fondamentali per l'innovazione. I dirigenti devono creare consapevolmente spazi in cui il personale possa sperimentare le proprie idee, senza direttive rigide. Ciò rafforza la creatività e favorisce nuove soluzioni. È importante ricordare che condurre significa anche cedere parte del controllo e riconoscere che spesso sono le persone con le mani in pasta ad avere le idee migliori, non necessariamente la dirigenza.

 

Qual è oggi il valore della gestione degli errori?

Di fronte a catene di fornitura globali, sistemi complessi e a una crescente pressione al cambiamento, la gestione professionale degli errori acquisisce sempre più importanza. Non è sufficiente documentare gli errori solo per mero dovere: è necessario un interesse reale a imparare dagli sbagli. Proprio poiché le cause non sempre sono immediatamente evidenti, è essenziale analizzare gli errori in modo sistemico. Chi si limita a cercare i colpevoli spesso ignora l'interazione di più fattori. Andare a fondo degli errori è il presupposto per un reale miglioramento e aiuta a evitare problemi simili in futuro.

 

Quale ruolo può svolgere l'intelligenza artificiale nella gestione degli errori?

L'intelligenza artificiale può essere un valido supporto, ad esempio aiutando a guidare in modo sistematico il processo di analisi, a riconoscere schemi o a identificare punti deboli. Offre orientamento e struttura. Ma, attenzione, l'intelligenza artificiale non è un rimedio universale. Un processo manuale inefficiente rimane inefficiente anche se digitalizzato. Vale quindi una regola semplice: prima bisogna creare processi chiari e ben ponderati; solo allora l'IA può generare un vero valore aggiunto.

Maggiori informazioni su Katja Maurer

Katja Maurer

Katja Maurer

Esperta di gestione dei processi e degli errori

Katja Maurer è Direttrice di Dr. Maurer GmbH ed esperta di gestione dei processi e degli errori. Ha conseguito una laurea in tecnologia alimentare, due master e un dottorato in medicina molecolare. Con 20 anni di esperienza dirigenziale nel settore industriale, oggi fornisce consulenza alle imprese, insegna in ambito accademico ed è autrice di pubblicazioni scientifiche.

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